David Vocat, comandante dei vigili del fuoco volontari, racconta in un’intervista all’emittente FranceTv l’intervento al locale La Constellation a Crans-Montana, dove l’incendio ha causato 40 vittime e oltre 100 feriti, tra fiamme, soccorsi disperati e scene di grande terrore.
Crans-Montana, tra coraggio e trauma: la testimonianza di chi ha visto l’irreparabile
La testimonianza del comandante, raccolta da FranceTv, Tg3 e Radiogiornale, offre uno spaccato intenso del coraggio e del trauma che accompagna chi si trova in prima linea di fronte all’irreparabile.
La comunità di Crans-Montana ha cercato un momento di conforto nella messa e nella processione in memoria delle vittime, ma il ricordo della tragedia resta vivido e doloroso. David Vocat, ripensando a quegli attimi, descrive scene che definisce “non la vita, ma la guerra“.
Il vigile del fuoco sottolinea l’eroismo silenzioso di chi quella notte ha cercato di salvare vite: dai volontari ai giovani presenti, tutti hanno contribuito a limitare la tragedia. “Dopo questa strage nulla sarà più uguale. Spero non capiti più qualcosa di simile perché i nostri volontari, ma anche i giovani che erano lì e si sono salvati, non dovrebbero mai vedere cose del genere“, sottolinea Vocat.
Crans-Montana, lo strazio del comandante dei vigili del fuoco in lacrime: “Non so se continuerò”
L’arrivo dei soccorsi fu rapido ma drammatico. “All’1:32 è arrivato l’allarme incendio, con esplosione, al Constellation. Ho chiesto alla Polizia cantonale di mettere due elicotteri in più e ho organizzato il camion per andare con la squadra dentro a salvarli“, racconta Vocat al Radiogiornale. Le fiamme avevano già trasformato il locale in un inferno di calore e fumo, mentre i giovani presenti cercavano di aiutare i soccorritori a tirare fuori le persone intrappolate.
David Vocat, comandante dei vigili del fuoco volontari di Crans-Montana, ripercorre con voce rotta dall’emozione la notte di Capodanno che ha cambiato la vita di molti. All’interno del disco-bar La Constellation, un incendio devastante ha causato 40 vittime e oltre 100 feriti, trasformando una serata di festa in un incubo.
“Ero lì chino su una ragazza per aiutarla, per fare il massaggio cardiaco, ma mi hanno detto ‘lasciala stare, è morta, dobbiamo aiutare gli altri, non possiamo passare troppo tempo su una ragazza che è già morta”’. E questo è stato molto molto difficile“, racconta Vocat all’emittente francese FranceTv e al Tg3, mostrando il dolore e la fatica emotiva che si porta dietro dopo quella drammatica notte.
Il pompiere ricorda anche il momento in cui si è avvicinato a una donna che aveva perso il figlio: “Temevo mi respingesse, invece mi ha ringraziato per tutte le altre vite che abbiamo salvato“.
Il comandante ammette di non essere certo se continuerà la propria attività e sottolinea l’importanza del supporto psicologico per lui e per la sua squadra: “Non so se continuerò con questo lavoro. I miei uomini hanno cercato di fare il massimo per salvare vite e ora hanno bisogno di riposo e aiuto“.
🇨🇭 Incendie de Crans-Montana : “Je ne sais pas si je vais pouvoir continuer ce travail”. Témoignage poignant du commandant des pompiers de Crans-Montana David Vocat.pic.twitter.com/N2XL6yUBB0
— Infos Françaises (@InfosFrancaises) January 5, 2026