Una domenica di alta tensione ha segnato il Medio Oriente, con una serie di attacchi e rappresaglie che hanno coinvolto Israele, Hezbollah e l’Iran. La situazione è esplosa dopo un attacco terroristico nel centro di Israele, seguito da una serie di azioni militari e dichiarazioni incendiarie che hanno ulteriormente accresciuto la tensione nella regione.
L’attacco iniziale è avvenuto a Kochav Ya’ir, nel centro di Israele, dove un cittadino arabo-israeliano ha aperto il fuoco, causando un morto e cinque feriti prima di essere neutralizzato dalle forze di sicurezza. Le Brigate Al Qassam, braccio armato di Hamas, hanno rivendicato l’attacco, definendolo un “atto di autodifesa” contro l’aggressione israeliana.
Rappresaglie e attacchi tra Israele e Hezbollah
In risposta al lancio di razzi da parte di Hezbollah, l’esercito israeliano ha colpito la periferia meridionale di Beirut, distruggendo alcune infrastrutture nel quartiere di Dahiyeh. L’attacco ha causato due morti e undici feriti, secondo quanto riferito dall’Agenzia di stampa libanese Nna. Le infrastrutture colpite includevano due appartamenti nell’area di Mreijeh Tahwita al Ghadir, un quartiere civile densamente popolato.
La reazione di Teheran non si è fatta attendere. Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la Sicurezza nazionale e la Politica estera del parlamento iraniano, ha promesso una “reazione decisa e dolorosa” contro Israele, avvertendo di monitorare i cieli sopra i territori occupati. Poche ore dopo, le sirene d’allarme hanno suonato nel nord di Israele per un lancio di missili dall’Iran.
Dichiarazioni internazionali e sviluppi diplomatici
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che un eventuale nuovo accordo con l’Iran non porterà a un ritiro immediato delle sanzioni o uno scongelamento degli assetti. Trump ha anche criticato l’ex presidente Barack Obama per aver stilato un accordo che impegnava Teheran a limitare lo sviluppo di armi in cambio di un allentamento delle sanzioni.
Trump ha inoltre dichiarato che gli Stati Uniti collaboreranno con l’Iran per recuperare e distruggere il suo uranio altamente arricchito qualora si arrivasse a un accordo. “Se raggiungiamo un accordo e saremo in buoni rapporti, porteremo via l’uranio e lo distruggeremo”, ha dichiarato Trump in un’intervista a NBC News.
OPEC+ e la situazione petrolifera
L’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio e i suoi alleati (OPEC+) hanno annunciato un ulteriore aumento delle quote di produzione per luglio, sebbene questo non possa essere attuato in concreto vista la chiusura di Hormuz e finché la guerra in Medio Oriente continuerà. “Nell’ambito del loro impegno collettivo per la stabilità del mercato petrolifero”, sette dei 21 paesi membri dell’organizzazione “hanno deciso di attuare un adeguamento della produzione di 188.000 barili al giorno” per luglio.
Solidarietà internazionale e condanne
Il vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha condannato l’attacco terroristico di Hamas, esprimendo solidarietà alle vittime e alle loro famiglie. “Il terrorismo non è mai giustificato: nessuna causa politica, nessun conflitto, nessuna rivendicazione può legittimare il massacro di civili innocenti. Il dialogo è l’unica strada per una pace duratura”, ha scritto Tajani su X.
La situazione rimane critica, con continui attacchi e rappresaglie che minacciano di escalation. Le forze di sicurezza israeliane sono in allerta massima, mentre la comunità internazionale continua a monitorare gli sviluppi con preoccupazione.
