> > Elezioni Kosovo 2026: cosa sta succedendo e perché sono così importanti

Elezioni Kosovo 2026: cosa sta succedendo e perché sono così importanti

Elezioni Kosovo 2026: cosa sta succedendo e perché sono così importanti

Il Kosovo torna alle urne per le terze elezioni politiche in 16 mesi. Scopri perché l'Unione Europea non ha inviato osservatori e quali sono le sfide che attendono il paese.

Il Kosovo è tornato alle urne il 7 giugno 2026 per le terze elezioni politiche in soli 16 mesi, in un contesto di instabilità politica e crisi istituzionale persistente. Questo voto rappresenta un momento cruciale per il futuro del paese, segnato da tensioni interne e relazioni internazionali complesse.

La presidenza ad interim di Albulena Haxhiu ha invitato formalmente l’Unione Europea a monitorare le elezioni, ma Bruxelles ha deciso di non inviare una missione speciale di osservatori, citando la mancanza di tempo per organizzare una missione completa.

Tuttavia, l’Ue seguirà il voto attraverso il proprio ufficio a Pristina, accreditato con 44 osservatori.

Un contesto elettorale complesso

Le elezioni vedono in gara 22 partiti e tre coalizioni per i 120 seggi dell’Assemblea del Kosovo. La coalizione più grande è guidata dal Movimento Vetëvendosje (LVV) del premier uscente Albin Kurti, accreditato da alcuni sondaggi al 36% dei voti.

Tra gli avversari principali ci sono la Lega Democratica del Kosovo (LDK) e il Partito Democratico del Kosovo (PDK)con rispettivamente il 26% e il 24% nei sondaggi.

La campagna elettorale, durata solo 10 giorni, ha visto gli ultimi raduni a Pristina la sera prima del voto. I seggi elettorali, 949 in totale, sono stati aperti alle 7 del mattino e chiuderanno alle 19.

Intorno alle 20 sono previsti i primi exit poll.

La crisi politica che ha portato a queste elezioni

Il Kosovo è in crisi politica dalle elezioni del 9 febbraio 2026. Dopo un anno di stallo, le elezioni anticipate del 28 dicembre scorso avevano dato una maggioranza certa al LVV di Kurti. Tuttavia, i veti incrociati hanno impedito l’elezione di un presidente della Repubblica, portando allo scioglimento del Parlamento dopo soli 4 mesi.

La crisi istituzionale è aggravata dalla prolungata instabilità politica e dai ripetuti blocchi istituzionali, che stanno alimentando la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche. Questo clima di incertezza ha sollevato preoccupazioni anche tra le istituzioni dell’Unione Europea, che vedono nel mancato accordo per gli osservatori un sintomo di queste tensioni.

Le sfide future del Kosovo

L’esito di queste elezioni sarà osservato con attenzione sia a livello regionale che internazionale. Il Kosovo, la cui indipendenza è stata proclamata unilateralmente nel 2008, continua a essere oggetto di controversie diplomatiche. Belgrado considera ancora il territorio parte integrante della Serbia, una posizione sostenuta da diversi Stati nel mondo.

La Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Uniteadottata il 10 giugno 1999, conferma formalmente la sovranità serba sul Kosovo. Oltre sessanta Paesi, tra cui la Russia, continuano a non riconoscere l’indipendenza kosovara.

Il nuovo Parlamento sarà chiamato ad affrontare sfide cruciali, tra cui la formazione di un governo stabile, il rilancio delle istituzioni e la gestione delle delicate questioni legate ai rapporti con la Serbia e alla collocazione internazionale del Kosovo.