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Cuore danneggiato al Monaldi, il piccolo in lista d'attesa per un organo compatibile

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La vicenda del piccolo operato il 23 dicembre al Monaldi prosegue tra controlli clinici, valutazioni esterne e un'indagine sulla presunta alterazione dell'organo trasportato con ghiaccio secco

Un bambino di due anni e quattro mesi, ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto non riuscito, è in attesa di verifiche cliniche e giudiziarie. La famiglia resta in lista d’attesa per un nuovo cuore e dovrà decidere rapidamente se accettare l’organo ora disponibile. Il primo intervento, eseguito il 23 dicembre, ha avuto esiti drammatici per un organo che risulterebbe danneggiato durante il trasporto.

Stato clinico e verifiche

La struttura sanitaria ha avviato accertamenti interni per ricostruire la catena di custodia dell’organo trapiantato. Le verifiche coinvolgono sia controlli clinici sul Piccolo paziente sia ispezioni sui protocolli di trasporto e conservazione dell’organo.

Posizione della famiglia

La madre, Patrizia Mercolino, ha chiesto pareri medici esterni e mantiene la speranza di un nuovo intervento. La famiglia è stata convocata dalla direzione sanitaria dopo la segnalazione della disponibilità di un nuovo cuore compatibile.

Decisione urgente sull’assegnazione

La direzione sanitaria ha informato i parenti della possibile assegnazione del nuovo organo. La decisione richiede tempi brevi, data la natura critica della compatibilità e delle condizioni cliniche del bambino.

L’iter prosegue con le verifiche richieste e con la valutazione rapida dell’offerta di trapianto; il prossimo sviluppo atteso è la conclusione degli accertamenti e la decisione formale sulla procedura.

Le condizioni cliniche e il parere dei centri esterni

Dopo il primo trapianto il bambino è rimasto in coma farmacologico per circa due mesi. Attualmente necessita di supporti vitali, tra cui ECMO, per la stabilizzazione respiratoria e cardiovascolare.

Gli approfondimenti richiesti al Bambino Gesù di Roma hanno evidenziato danni estesi. Le indagini cliniche documentano emorragia cerebrale e segni compatibili con insufficienza multiorgano, che coinvolgono polmoni, reni e fegato.

È stata inoltre riscontrata una infezione non controllata, elemento che complica la prospettiva di un nuovo trapianto. La terapia immunosoppressiva richiesta per l’intervento aumenterebbe il rischio infettivo e può compromettere ulteriormente la prognosi.

I centri esterni consultati hanno fornito pareri specialistici volti a valutare la fattibilità di ulteriori procedure. Le valutazioni si concentrano sulla reversibilità del quadro neurologico, sulla funzionalità degli organi e sul controllo dell’infezione.

Il prossimo sviluppo atteso è la conclusione degli accertamenti clinici e la decisione collegiale sulla possibilità di proseguire con un nuovo trapianto. Gli esiti determineranno il percorso terapeutico e le eventuali misure di supporto a lungo termine.

Valutazioni sul rischio e sulla fattibilità

Gli esiti determineranno il percorso terapeutico e le eventuali misure di supporto a lungo termine. Per valutare la praticabilità di un secondo intervento, il Monaldi ha riunito un pool di esperti che rivaluterà le condizioni cliniche del bambino.

L’obiettivo della squadra multidisciplinare è verificare se le terapie possano attenuare le patologie concomitanti e rendere il paziente idoneo a ricevere un nuovo organo senza esposizione a rischi inaccettabili. Le valutazioni comprenderanno esami emodinamici, immagini cardiache e una revisione dei parametri immunologici.

Il caso del cuore danneggiato e le indagini

Le indagini della Procura di Napoli mirano a chiarire come l’organo trapiantato sia arrivato ai chirurghi in condizioni non idonee. Secondo gli accertamenti preliminari, l’uso improprio di ghiaccio secco durante il trasporto da Bolzano potrebbe aver provocato lesioni da freddo che hanno compromesso la funzionalità del cuore.

Gli inquirenti hanno disposto perizie tecniche sul materiale e sulle modalità di trasporto. Le risultanze delle analisi saranno integrate con le testimonianze dei responsabili della logistica e con i referti clinici dei centri trapianto coinvolti.

Conseguenze organizzative e procedurali

Le risultanze delle analisi saranno integrate con le testimonianze dei responsabili della logistica e con i referti clinici dei centri trapianto coinvolti. A seguito di ciò, la direzione ha disposto la sospensione cautelare di alcuni membri dell’équipe in servizio durante l’episodio.

Sono attesi ispettori del Ministero della Salute presso il Monaldi per verifiche sul rispetto delle procedure. Le ispezioni verificheranno la catena di custodia degli organi e la conformità delle pratiche al protocollo ospedaliero e alle linee guida nazionali.

È stata inoltre segnalata una mancata formazione del personale sull’uso del contenitore termico più recente in dotazione all’ospedale. Questa carenza formativa avrebbe determinato l’utilizzo di un box più datato e non conforme alle indicazioni in materia di trasporto di organi.

Le autorità valuteranno se la scelta del contenitore ha influito sulle condizioni del materiale trasportato e sulle responsabilità organizzative. Al termine delle verifiche saranno rese note le eventuali misure disciplinari e organizzative adottate dall’azienda ospedaliera.

La famiglia, la politica e la pressione pubblica

La madre del piccolo ha denunciato spiegazioni incomplete e ha espresso irritazione per la gestione dell’intervento, definito insufficientemente trasparente. L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha dichiarato che sono state richieste terze opinioni internazionali. Ha aggiunto che il bambino è stato inserito al primo posto nelle liste d’attesa per il suo gruppo sanguigno, sia in Italia che all’estero.

La vicenda ha attratto l’attenzione delle istituzioni: la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha contattato la famiglia per esprimere vicinanza e assicurare il coinvolgimento delle competenze istituzionali. La priorità delle autorità rimane trovare un organo compatibile e valutare con urgenza la fattibilità di un nuovo trapianto in condizioni di sicurezza. Si attende l’esito delle terze opinioni e delle verifiche interne per definire i passi successivi.

Le scelte della madre e le sue priorità

La madre ha ribadito che la priorità è ottenere un cuore nuovo per il figlio e riportarlo a casa in condizioni di salute accettabili. Ha inoltre annunciato l’intenzione di rivolgersi a più centri per ottenere pareri terzi e indipendenti sulla trapiantabilità del bambino.

Prospettive immediate e punti critici

La disponibilità di un organo compatibile ha reso decisive le ore successive, perché le procedure di assegnazione richiedono tempi molto stretti. Le équipe coinvolte devono essere pronte ad intervenire non appena l’organo arriva.

I medici valuteranno nuovamente la stabilità clinica del piccolo per accertare se il paziente possa sostenere un intervento complesso. Nel frattempo permangono incertezza e controlli approfonditi sui rischi associati all’operazione.

Si attende l’esito delle terze opinioni e delle verifiche interne per definire i passi successivi.

Verifiche e responsabilità

Il caso solleva rilievi sul protocollo di trasporto degli organi, sulla formazione del personale e sui controlli di qualità, necessari per prevenire danni evitabili.

Le verifiche cliniche e le indagini giudiziarie determineranno le responsabilità e chiariranno se il bambino potrà ricevere un nuovo organo.

Si attende l’esito delle terze opinioni e delle verifiche interne per definire i prossimi passi.