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Cyber-minacce in Europa: freezer, ospedali e trasporti sotto attacco

Cyber-minacce in Europa: freezer, ospedali e trasporti sotto attacco

Un’ondata di attacchi informatici colpisce freezer dei supermercati, infrastrutture sanitarie e il traffico aereo europeo, spingendo le autorità a richiedere interventi urgenti.

Negli ultimi mesi un picco di cyber-attacchi ha messo a rischio settori di primaria importanza per la vita quotidiana dei cittadini europei. Dalle catene della grande distribuzione alle strutture sanitarie, fino ai sistemi di gestione dei voli, le forze di sicurezza nazionale hanno lanciato un’allerta senza precedenti, coinvolgendo Servizi segreti, Digos, Polizia postale, Polaria e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.

Obiettivi strategici: ospedali, riserve idriche e reti energetiche

Il quadro ricostruito da QN dipinge una escalation nella guerra ibrida, dove gli aggressori mirano a infrastrutture critiche come sistemi di ventilazione dell’aria, dispositivi salvavita e impianti di produzione energetica. Tra i dati più preoccupanti, l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha segnalato circa 45 000 asset e servizi a rischio nei primi nove mesi del 2026, con più di 3 200 potenzialmente compromessi.

Le raccomandazioni includono il rafforzamento dell’accesso remoto tramite VPN e l’adozione dell’autenticazione a più fattori.

Rischi specifici per il settore sanitario

Gli ospedali sono tra le mete più vulnerabili: i loro sistemi digitali si interfacciano con respiratori, pacemaker e macchinari per la dialisi. Un caso emblematico e avvenuto il 12 ottobre in Francia ha visto modificati da hacker i parametri di temperatura delle unità di conservazione del plasma, passando da -30 a 110 gradi.

Sebbene il sistema di controllo abbia contenuto l’anomalia, il Centro nazionale sangue ha esortato le strutture italiane a mantenere alta la vigilanza.

Freezer dei supermercati: la vulnerabilità dei sistemi di refrigerazione

Dalla Francia a Belgio, Svezia, Lussemburgo, Estonia, Olanda, Irlanda e Italia, gli hacker hanno attaccato i sistemi di refrigerazione di centinaia di punti vendita, facendo arrivare le temperature dei congelatori fino a 50 gradi. In Italia è stato coinvolto anche il gruppo toscano Siaf, responsabile della preparazione di pasti per scuole, ospedali e aziende. Secondo il chief growth officer di Epta, Carmine Infante, la tecnica d’attacco non era sofisticata, ma è stata pensata per ottenere la massima risonanza mediatica. L’ingresso è avvenuto sfruttando indirizzi IP pubblici ancora in uso per la gestione remota dei banchi frigoriferi.

Le contromisure consigliate dall’industria

Infante suggerisce l’uso obbligatorio di VPN per i collegamenti e una revisione delle policy di sicurezza, poiché “il rischio zero non esiste”. L’azienda ha avvisato i clienti subito dopo l’attacco in Francia, invitandoli a eliminare gli IP pubblici e a monitorare costantemente le anomalie. Il messaggio è chiaro: la refrigerazione commerciale non è più immune al cyber-crime.

Altre minacce: frodi finanziarie e falsi allarmi bomba

Parallelamente, la piattaforma di scambio di criptovalute Binance ha denunciato un furto stimato in 6,3 miliardi di dollari, attribuito al gruppo criminale nordcoreano TraderTraitor. Nel settore aereo, Eurocontrol ha registrato 35 falsi allarmi bomba su voli europei tra il 3 e il 6 novembre, con 7 segnalazioni il 3 novembre, 14 il 5 e altre 14 il 6. La maggior parte si è rivelata infondata, ma ha comunque richiesto controlli approfonditi. In Irlanda, alcune redazioni giornalistiche sono state evacuate dopo minacce via e-mail, con una rivendicazione che parlava di “solo l’inizio”, ma negata da un account Telegram legato al gruppo russo “Stato Maschile”.

L’intera vicenda ricorda l’attacco ransomware del 2021 che aveva paralizzato i sistemi informatici della Regione Lazio, dimostrando che la resilienza digitale italiana è stata messa alla prova più volte. Le autorità hanno ora intensificato le operazioni di indagine, ma l’incertezza rimane: la capacità di penetrare reti industriali tramite password deboli o hardware obsoleto è ancora una porta aperta per i cybercriminali.

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