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Garlasco, la difesa di Sempio replica alla Procura: "Nulla di nulla, solo congetture"

Garlasco, la difesa di Sempio replica alla Procura: "Nulla di nulla, solo congetture"

La difesa di Andrea Sempio replica alle conclusioni della Procura di Pavia sulle nuove indagini per il delitto di Chiara Poggi e contesta le ricostruzioni relative all’impronta 33, alla scarpa e agli altri elementi tecnici.

La chiusura delle nuove indagini sul delitto di Garlasco ha riacceso il confronto tra la Procura di Pavia e la difesa di Andrea Sempio, con particolare attenzione all’impronta 33, alla traccia della scarpa e agli accertamenti sul Dna. La difesa, rappresentata dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, ha ora venti giorni per esaminare gli atti e presentare le proprie controdeduzioni.

Delitto di Garlasco, Cataliotti difende Sempio: “Nulla di nulla, solo congetture”

A commentare gli ultimi sviluppi è stato Liborio Cataliotti, legale di Sempio, che già a caldo aveva reagito al comunicato della Procura con una battuta: «Come diciamo a Reggio Emilia: possiamo andare a farci un piatto di cappelletti». Anche dopo aver approfondito il contenuto degli atti, l’avvocato ribadisce la propria posizione: «Tranquillità assoluta, nulla di nuovo contro Sempio, nulla che lo colleghi all’uccisione di Chiara Poggi».

La difesa, tuttavia, sta continuando a lavorare sul caso. Cataliotti ha spiegato a Libero di aver concluso una giornata di indagini difensive insieme al consulente Aldo Palmegiani, raccogliendo tre nuove deposizioni testimoniali già pronte per essere depositate. Altri tre testimoni devono ancora dare una risposta, mentre due avrebbero rifiutato di presentarsi: «Se si arriverà in udienza chiederemo che sia il giudice a convocarli».

Il legale ha inoltre anticipato il deposito di ulteriori accertamenti tecnici, sottolineando la volontà di utilizzare «fino in fondo i venti giorni di tempo che il codice ci assegna» per replicare al nuovo avviso di conclusione delle indagini.

La difesa non ha ancora potuto esaminare integralmente il nuovo materiale della Procura. Cataliotti ha spiegato che soltanto nelle ore successive avrebbe ritirato la documentazione, precisando che la lettura delle consulenze potrebbe portare a ulteriori iniziative investigative. Dall’indice degli atti, secondo quanto riferito dall’avvocato, emergerebbero soprattutto le nuove consulenze e 47 intercettazioni ambientali. «Da quanto capisco, su Sempio non c’è assolutamente niente di nuovo», ha affermato, distinguendo la posizione del proprio assistito da quella di Alberto Stasi, interessata da alcuni degli ultimi accertamenti.

Impronta 33 e scarpa: la difesa di Sempio contesta le conclusioni della Procura

Uno dei punti centrali del confronto riguarda la cosiddetta impronta 33 e la traccia di una scarpa con suola a pallini individuata nella villetta di Garlasco. La Procura ha riferito che le nuove valutazioni non hanno modificato le precedenti conclusioni sull’impronta e che le verifiche sulle calzature non consentirebbero di sostenere un’incompatibilità tra il piede di Sempio e la traccia. È stata inoltre indicata come compatibile con le misure del suo piede una scarpa Frau numero 42.

Cataliotti contesta però l’interpretazione della difesa e quella degli inquirenti. Secondo il legale, i consulenti della Procura si sarebbero limitati a confermare le proprie conclusioni, mentre sarà eventualmente un giudice, attraverso i propri periti, a stabilire quali valutazioni tecniche siano condivisibili. Sul tema dell’impronta, il legale sostiene a Libero che le risposte non sarebbero così definitive come vengono rappresentate.

L’avvocato ha poi contestato la ricostruzione secondo cui alcune conclusioni della difesa sarebbero prive di basi scientifiche: «Cosa c’è invece di scientifico nel dire come fanno loro che il colpevole, ovvero Sempio, si è lavato le mani in cucina?». Secondo Cataliotti, anche alcune circostanze ricostruite dagli investigatori — come il passaggio in bagno o la fuga dal retro — sarebbero, a suo giudizio, «solo congetture». Sul confronto relativo alla scarpa, infine, la difesa richiama la consulenza di un progettista di calzature, che avrebbe raggiunto conclusioni differenti rispetto agli esperti incaricati dalla Procura.

Resta poi il capitolo del Dna sui pedali della bicicletta di Stasi. La Procura ha riferito che il profilo genetico inizialmente attribuito a Chiara Poggi risultò negativo in un successivo esame e che gli esiti di quelle verifiche non comparivano negli atti del procedimento celebrato contro Stasi. La vicenda è ora oggetto di nuovi accertamenti, ma Cataliotti precisa che la questione riguarda direttamente la posizione dell’ex fidanzato di Chiara e non quella del suo assistito.

Quanto alle verifiche sull’operato degli investigatori del Ris, il legale mantiene una posizione prudente: «Ho avuto decine di volte a che fare con i Ris e li ho sempre trovati corretti». E respinge anche l’ipotesi che gli sviluppi relativi a Stasi possano essere stati utilizzati per spostare l’attenzione da Sempio: «Non lo so e non mi interessa, noi eravamo tranquilli: essendo Sempio innocente era ovvio che non avrebbero trovato nulla di nuovo». La Procura, dal canto suo, ha concluso nuovamente le indagini e il capo d’imputazione nei confronti di Sempio è rimasto invariato, mentre la difesa dispone ora del termine previsto dalla legge per presentare le proprie osservazioni.

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