> > Emergenza diesel: quanto può durare la crisi in Italia? L'ipotesi shock

Emergenza diesel: quanto può durare la crisi in Italia? L'ipotesi shock

Emergenza diesel: quanto può durare la crisi in Italia? L'ipotesi shock

La carenza di gasolio sta mettendo in crisi l'Europa e non solo ma, fino a quando può durare?

La crisi del diesel sta mettendo in ginocchio l’economia non solo italiana, ma mondiale. Ma, quanto può durare?

Emergenza diesel: quanto può durare la crisi in Italia?

E’ emergenza gasolio, con la crisi del diesel che potrebbe arrivare a durare persino un anno, pesando così su industria e inflazione. Non solo dunque servono più scorte e raffinazione, ma serve anche un urgente intervento dell’Europa.

Senza diesel infatti è addirittura l’economia mondiale ad entrare in crisi, crisi che, come appena detto, potrebbe arrivare a durare addirittura un anno, con i prezzi che potrebbero infatti non rientrare prima di tale data. Il tutto parte dalla guerre in Ucraina e in Iran, guerre che non solo hanno fatto salire i prezzi ma che hanno anche portato alla diminuzione del carburante uscito dalla raffinerie.

Crisi diesel: servono più scorte e raffinazione

La crisi del diesel potrebbe come detto durare anche un anno. Come si legge su IlSussidiario, Gianclaudio Torlizzi, fondatore di T-Commodity, ha dichiarato che questo problema non può appunto risolversi nel breve periodo e che non basta semplicemente bloccare le falle del sistema riducendo le accise.

Ciò che bisognerebbe fare è sviluppare capacità di stoccaggio e raffinazione. Alla domanda sul perché il gasolio è così importante per l’economia e quali sono dunque settori più colpito, ha risposto: “Il diesel è il carburante della produzione e della distribuzione. Alimenta camion, autobus, macchine agricole, navi, gruppi elettrogeni e una parte dei treni; è essenziale per miniere, cantieri e logistica industriale. Quando sale, rincara il trasporto di grano, cemento, acciaio e beni di consumo. L’agricoltura è colpita nei trattori e nei trasporti; edilizia e industria pagano i mezzi di lavoro e la logistica. Le imprese con margini ridotti non riescono a trasferire subito i rincari: tagliano investimenti e produzione. Chi li trasferisce alimenta l’inflazione.” Su quello che l’Europa dovrebbe fare per risolvere la crisi è chiaro: “Primo: coordinare eventuali rilasci delle riserve, come Washington sta chiedendo. Secondo: facilitare l’arrivo di carichi alternativi e negoziare con Washington per scongiurare il blocco. Terzo: sostenere temporaneamente autotrasporto e agricoltura, senza incentivare tutti i consumi. Quarto: offrire liquidità e garanzie alle imprese per assorbire il picco dei costi senza fermare produzione e investimenti. L’UE deve riconoscere che dipendere da fornitori esterni di prodotti raffinati è un rischio strategico. La risposta strutturale è mantenere raffinerie competitive, scorte adeguate e più opzioni di approvvigionamento. Un tetto ai prezzi senza copertura dell’offerta aggraverebbe carenze e distorsioni. Ma la madre di tutte le riforme rimane una sola: sospendere il Green Deal.“

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app