Il 25 settembre 2026 una nave attracca al porto di Kulevi, portando a bordo 90.000 tonnellate di greggio El Sharara proveniente dalla Libia. Si tratta della seconda consegna di petrolio libico in meno di un mese, dopo quella di agosto, e conferma la strategia di Black Sea Petroleum (BSP) di approvvigionarsi esclusivamente da fonti non russe.
Consegne di greggio libico: un segnale di stabilità per la raffineria
Il Kulevi Oil Refinery ha avviato le proprie operazioni nell’ e, da allora, elabora solo crudi di origine extra-russa. Le due tranche di 90.000 tonnellate, documentate da contratti di fornitura, certificati di origine e bolle di carico, dimostrano la funzionalità delle quattro condotte di tre chilometri che collegano la raffineria al terminal gestito da SOCAR.
Queste condotte trasportano simultaneamente greggio, nafta, gasolio e olio combustibile, permettendo sia l’ingresso di materie prime sia l’uscita dei prodotti finiti verso i mercati internazionali.
Infrastruttura portuale e logistica
Il terminal di SOCAR, situato a pochi passi dalla raffineria, svolge il ruolo di nodo logistico cruciale: il petrolio può arrivare via mare o via ferrovia e, una volta raffinato, il carburante viene reimmesso nella rete di trasporto marittimo.
L’esempio dei carichi libici illustra come la filiera di approvvigionamento sia già operativa e pronta a gestire volumi più consistenti con l’ampliamento pianificato.
Piano di espansione: da 1,5 a 5 milioni di tonnellate annue
Finora BSP ha investito 200 milioni di euro nella struttura, ma il progetto prevede un ulteriore impegno di 650 milioni di euro entro il 2029. L’obiettivo è aumentare la capacità di raffinazione da 1,2-1,5 milioni a 4,5-5 milioni di tonnellate all’anno entro il 2028 e introdurre la produzione di carburanti Euro 5 entro il 2029. I nuovi impianti includeranno linee per benzina, diesel, jet fuel, GPL, carburante marino e bitume, coprendo le esigenze di trasporto su strada, aviazione, navigazione e costruzione.
Per sostenere questo salto di capacità, la raffineria ha completato 40.000 m³ di serbatoi di stoccaggio e ne aggiungerà altri 40.000 m³ a breve. Le tecnologie Honeywell e i processi concessi in licenza garantiranno l’efficienza, l’automazione e la modularità delle nuove unità, mentre le opere civili e meccaniche proseguono senza interruzioni.
Contesto europeo: perché Kulevi può fare la differenza
Secondo i dati Eurostat del 2024, l’UE ha importato 15,7 milioni di tonnellate di gasolio e diesel e 11 milioni di tonnellate di carburante per aviazione. La Commissione europea, nella riunione del Oil Coordination Group dell’8 settembre 2026, ha evidenziato come l’aumento della produzione interna e le fonti alternative stiano mitigando la domanda, ma ha anche sottolineato la vulnerabilità dovuta a tensioni in Medio Oriente e a picchi stagionali. Un ulteriore capitale di raffinazione collegato alla via marittima del Mar Nero, come Kulevi, può quindi fornire all’Unione un canale aggiuntivo per prodotti essenziali, riducendo la dipendenza da rotte tradizionali.
Il potenziale di esportazione verso paesi UE, nonché verso Georgia, Armenia e Azerbaijan, rappresenta un’opportunità strategica: i prodotti finiti potranno viaggiare direttamente dal porto georgiano ai mercati europei, contribuendo a una maggiore sicurezza energetica.
SOCAR e la prospettiva di transito di diesel uzbeko
In un recente annuncio, la SOCAR ha valutato la possibilità di trasportare diesel prodotto in Uzbekistan attraverso il terminal di Kulevi verso i mercati globali. Il responsabile dello sviluppo commerciale globale di SOCAR, Togrul Kocharli, ha spiegato che, già attivo nel trasporto di nafta uzbeka verso porti del Mar Nero, l’azienda intende ampliare l’offerta includendo diesel. Questa iniziativa, collegata al progetto trilaterale “Turan”, potrebbe aumentare ulteriormente il volume di combustibili che transitano per Kulevi, consolidando la sua posizione di hub energetico regionale.
Strategia di partnership europea
Il co-fondatore e amministratore delegato di BSP, David Potskhveria sta aprendo una sede a Bruxelles a metà ottobre, attraverso una società belga appositamente costituita. L’obiettivo è creare un punto di contatto permanente per le istituzioni UE e per le imprese interessate, facilitando il dialogo su investimenti, regolamentazioni e opportunità di mercato. Un Consiglio Europeo di consulenza, composto da esperti di affari internazionali, supporterà queste interazioni, garantendo che le decisioni della filiale georgiana siano allineate alle politiche energetiche europee.
