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Gas a 71,52 euro: la flessione del 0,7% a Amsterdam

Gas a 71,52 euro: la flessione del 0,7% a Amsterdam

Il prezzo del gas naturale cala a 71,52 euro/MWh a Amsterdam, una flessione dello 0,7% legata alle incertezze nel Medio Oriente.

Il mercato europeo del gas naturale sta vivendo un periodo di moderata tranquillità. Dopo settimane di oscillazioni legate a dinamiche geopolitiche, gli operatori hanno assistito a un leggero ribasso dei prezzi, segnalato nella quotazione di riferimento di Amsterdam.

Il 28 settembre 2026, la borsa del gas di Amsterdam ha chiuso a 71,52 euro per megawattora (MWh), segnando una diminuzione dello 0,7% rispetto alla sessione precedente.

Questa variazione segue una leggera flessione già registrata il giorno prima, quando il prezzo si trovava a 72,74 euro/MWh.

Calare dei prezzi a Amsterdam: i dati più recenti

Il valore di 71,52 euro/MWh rappresenta il nuovo livello di equilibrio tra domanda e offerta sul mercato all’ingrosso europeo.

La riduzione dello 0,7% è stata percepita come un segnale positivo per le industrie ad alta intensità energetica, che vedono diminuire i costi di approvvigionamento. Il prezzo del gas è una delle variabili chiave per la valutazione dei contratti di fornitura a lungo termine e per le strategie di hedging messe in atto da imprese e trader.

Che cosa indica il valore espresso in euro per megawattora

Il megawattora (MWh) è l’unità standard con cui si misura l’energia termica scambiata sul mercato del gas. Un MWh corrisponde all’energia necessaria per alimentare un megawatt di potenza per un’intera ora. Quando si legge che il gas costi 71,52 euro/MWh, si intende quindi che l’acquisto di una quantità di gas pari a un megawattora comporterà una spesa di 71,52 euro. Questo indicatore è alla base di tutti i contratti di vendita e acquisto, nonché delle valutazioni di remunerazione per le centrali a gas.

Il ruolo delle tensioni in Medio Oriente sulla quotazione europea

Nonostante la flessione osservata, gli operatori rimangono vigili perché l’attenzione è rivolta ai recenti sviluppi nella regione mediorientale. Eventi geopolitici, quali conflitti o accordi di produzione, possono rapidamente alterare la percezione del rischio di interruzione delle forniture, influenzando la fiducia del mercato. Quando la stabilità nella zona è incerta, gli investitori tendono a rivedere gli scenari di disponibilità e a riflettere potenziali aumenti di prezzo nei loro modelli di rischio.

Rischi geopolitici e impatto sulla domanda europea

Le tensioni in Medio Oriente possono tradursi in interruzioni di trasporto o in variazioni delle quote di esportazione, elementi che modulano la capacità dei fornitori di soddisfare la domanda europea. Un’eventuale riduzione delle forniture spinge le riserve di gas a contrarsi, facendo salire i prezzi sul mercato spot. Al contempo, il mercato osserva le scorte di stoccaggio: livelli più alti di gas accumulato possono attenuare l’effetto di eventuali shock geopolitici, mentre scorte in diminuzione amplificano la volatilità.

Tuttavia, la vigilance rimane alta, poiché qualsiasi cambiamento repentino negli equilibri mediorientali potrebbe far riprendere rapidamente la tendenza al rialzo, influenzando sia i prezzi all’ingrosso sia le tariffe al consumo finale.

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