La Maturità 2026 ha confermato una tendenza ormai consolidata: aumenta il numero di studenti che ottengono il massimo dei voti con lode, mentre diminuiscono quelli che si fermano al 100 senza riconoscimento. I dati diffusi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per l’anno scolastico 2026-2026 mostrano un quadro interessante, con alcune differenze significative rispetto agli anni precedenti.
Quest’anno, il 96,7% degli studenti è stato ammesso all’Esame di Stato un lieve aumento rispetto al 96,5% del 2026. Una volta superate le prove, il 99,8% dei candidati ha ottenuto il diploma, una percentuale stabile rispetto allo scorso anno. Ma è nella distribuzione dei voti finali che emergono le novità più rilevanti.
Lodi in aumento, 100 senza lode in calo
I diplomati con 100 e lode sono saliti a 14.123, oltre trecento in più rispetto ai 13.857 del 2026, rappresentando il 2,9% del totale dei diplomati. Al contrario, la quota di chi ha ottenuto il 100 senza lode è diminuita dal 7,1% al 5,3%. In crescita anche la fascia di voti compresi tra 91 e 99, che ha raggiunto l’11,9% contro l’11% dello scorso anno.
I licei primeggiano nelle eccellenze
I licei continuano a essere gli indirizzi con i migliori risultati. Oltre il 4% dei diplomati consegue la lode, contro l’1,6% degli istituti tecnici e lo 0,7% dei professionali. Anche i 100 pieni sono più frequenti nei licei, dove raggiungono il 6,9%, mentre si fermano al 3,8% nei tecnici e al 2,8% nei professionali.
La geografia delle eccellenze: il Sud in testa
La distribuzione geografica delle eccellenze rimane sostanzialmente immutata. Calabria e Puglia guidano la classifica nazionale con il 6,1% di diplomati che ottengono il 100 e lode. Seguono Sicilia e Umbria con il 4,7%, Campania con il 4,4% e Basilicata con il 3,4%. Nelle regioni del Nord, invece, le percentuali sono più contenute: la Lombardia si ferma all’1%, il Piemonte all’1,6% e il Veneto all’1,4%. Se si considerano insieme i diplomati con 100 e quelli con 100 e lode, nelle regioni meridionali la quota supera spesso il 14%, mentre al Nord resta generalmente sotto il 5%.
Questo quadro evidenzia una distribuzione territoriale che procede in direzione opposta rispetto ai risultati delle prove Invalsi che registrano livelli medi di competenze più elevati nelle regioni settentrionali. Un divario che riaccende il dibattito sull’omogeneità dei criteri di valutazione adottati nelle diverse aree del Paese.
Scrutini finali e tasso di ammissione
I dati diffusi dal Ministero raccontano anche un anno scolastico sostanzialmente stabile per gli studenti delle scuole superiori. Negli scrutini finali dalla prima alla quarta classe è stato promosso il 77% degli studenti, in lieve aumento rispetto al 76,8% dello scorso anno, mentre cala leggermente la quota dei non ammessi, dal 5,7% al 5,3%. I licei confermano i migliori risultati, con oltre otto studenti su dieci promossi, mentre tecnici e professionali presentano percentuali di ammissione inferiori e un numero più elevato di bocciature.
Situazione consolidata nella scuola secondaria di primo grado, dove gli scrutini registrano un tasso di ammissione del 98,6%, identico a quello dell’anno precedente. All’esame conclusivo del primo ciclo viene ammesso il 98,7% degli studenti e il 99,9% di chi sostiene la prova consegue il diploma. Anche in questo caso i risultati restano estremamente elevati e sostanzialmente invariati rispetto al 2026.
