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Esplora il Ruolo Cruciale della Banca della Pelle dell'Ospedale Niguarda nei Trapianti

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La Banca della Pelle dell'Ospedale Niguarda rappresenta un centro di eccellenza per il trattamento delle ustioni gravi, fornendo cure all'avanguardia e supporto specializzato per i pazienti affetti da lesioni cutanee.

All’interno dell’Ospedale Niguarda di Milano, la banca dei tessuti svolge un ruolo fondamentale nel trattamento dei pazienti con gravi ustioni. Questa struttura è una delle poche in Italia dedicate alla conservazione e lavorazione della cute umana, necessaria per trapianti salvavita. I dottori Giovanni Sesana e Marta Tosca guidano attraverso i complessi processi di donazione, lavorazione e utilizzo della pelle per aiutare i pazienti.

Il processo di donazione e conservazione della cute

La pelle utilizzata per i trapianti proviene esclusivamente da donatori deceduti. Nel corso dell’ultimo anno, la banca dei tessuti ha acquisito circa 250.000 centimetri quadrati di cute, un quantitativo essenziale per trattare le ustioni. Per un paziente che ha subito ustioni su una superficie del 10-15% del corpo, sono necessari da 500 a 1000 centimetri quadrati di pelle. Un caso recente ha visto l’utilizzo di 13.000 centimetri quadrati per curare quattro pazienti coinvolti nella tragedia di Crans-Montana, segno dell’importanza di questa risorsa.

La lavorazione della pelle nella banca dei tessuti

Una volta ricevuta, la cute viene portata in laboratorio, dove subisce un processo di lavorazione complesso. Questo include la purificazione e la preparazione della pelle affinché possa essere utilizzata su tutti i pazienti. Il dottor Sesana spiega che la pelle lavorata viene conservata in criobanche a temperature di -80 gradi, permettendo una conservazione fino a due anni. Quando necessario, la cute viene scongelata e preparata per il trapianto.

Il trapianto di cute: una procedura salvavita

Il trapianto di pelle rappresenta una soluzione vitale per i pazienti con ustioni estese. Durante la procedura, l’ustionato viene inizialmente stabilizzato e si procede con l’escarectomia, un intervento che rimuove i tessuti bruciati e prepara l’area per il trapianto. Successivamente, la cute da donatore viene applicata come una sorta di super-cerotto, favorendo la guarigione e riducendo il dolore. Questo approccio non solo migliora la qualità della vita del paziente, ma previene anche la perdita di liquidi corporei, essenziali per la sopravvivenza.

Risultati e aspettative post-trattamento

Una volta completato il trapianto, la nuova pelle non sarà identica a quella originale e le differenze possono variare a seconda della gravità delle ustioni. Tuttavia, grazie a tecniche di chirurgia plastica e a medicazioni avanzate, è possibile ottenere risultati estetici e funzionali molto buoni. Le ferite trattate tendono a modificarsi per un periodo che può arrivare fino a due anni dopo l’evento traumatico, momento in cui si possono valutare i risultati finali.

Donazione e differenze rispetto agli organi

È importante sottolineare che la donazione di pelle avviene esclusivamente da cadaveri, poiché un prelievo da un donatore vivente comporterebbe rischi significativi. A differenza degli organi, che necessitano di compatibilità tra donatore e ricevente, i tessuti come la cute possono essere utilizzati senza tali vincoli, permettendo un’ampia facilità d’uso. Questo significa che un singolo donatore può contribuire a salvare più vite, rendendo la banca della pelle un elemento essenziale per il sistema sanitario.

In futuro, ci sono prospettive promettenti per lo sviluppo di tecniche per la coltivazione di pelle in laboratorio, che potrebbero rivoluzionare ulteriormente il campo dei trapianti. Attualmente, la ricerca si concentra sulla produzione di derma decellularizzato, una soluzione che potrebbe migliorare le possibilità di guarigione e ridurre il bisogno di donazioni. La speranza è che, con il progresso scientifico, si possano sviluppare risorse sempre più efficaci per il trattamento delle ustioni e la riabilitazione dei pazienti.