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Famiglia nel bosco, torna a parlare Nathan Trevallion e invita alla calma: "Basta presidi e proteste"

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Famiglia nel bosco, Nathan Trevallion lancia un appello alla comunità: sostegno sì, ma senza presidi o manifestazioni aggressive.

La vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco” ha acceso un dibattito nazionale sulla tutela dei minori e sul ruolo delle istituzioni nella protezione dei bambini. Nathan Trevallion, padre dei tre bimbi coinvolti, ha espresso il desiderio di riunire la famiglia, pur rispettando le decisioni del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che ha disposto la separazione temporanea dei minori dai genitori. La situazione ha generato proteste, tensioni sui social e preoccupazioni per la sicurezza dei magistrati.

Famiglia nel bosco: tensioni, minacce e chiarimenti istituzionali

L’ordinanza del Tribunale ha generato un clima di forte tensione, con conseguenze anche sulla sicurezza dei magistrati coinvolti. La presidente del tribunale dei minori dell’Aquila, Cecilia Angrisano, è stata posta sotto protezione in seguito alle minacce ricevute sui social e alla violenza verbale protrattasi per mesi.

Claudio Cottatellucci, presidente dell’Associazione italiana magistrati per i minorenni e per la famiglia, ha evidenziato come “quanto successo è anche l’effetto dei social e di un certo imbarbarimento della comunicazione“, spiegando che molte critiche derivano da una percezione distorta del funzionamento del sistema giudiziario, in cui “i giudici agiscono dentro criteri legali molto precisi e stringenti“.

In una nota congiunta, la presidente Angrisano e il procuratore David Mancini hanno ribadito che “ogni iniziativa giudiziaria di competenza dei giudici minorili è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età“, condannando i commenti aggressivi circolati negli ultimi giorni.

Le autorità continuano a valutare tutte le soluzioni possibili per tutelare i bambini, compresa la possibilità che possano rimanere nella struttura attuale, evitando ulteriori traumi.

Famiglia nel bosco, l’appello di papà Nathan Trevallion: “Voglio i bimbi a casa, ma basta presidi e proteste”

Nathan Trevallion ha espresso il desiderio di ricongiungere i figli, pur sottolineando la necessità di rispettare l’attuale disposizione: “Voglio che i bambini tornino a casa, ma fino a che questo non succede preferisco che restino qui“, ha dichiarato ai microfoni del Tg1 lasciando la casa famiglia. Contestualmente ha ringraziato quanti hanno mostrato vicinanza, chiedendo con fermezza di evitare manifestazioni davanti alla struttura o alle abitazioni private: “Chiedo però con rispetto di non organizzare presidi o proteste davanti alla casa famiglia o alle abitazioni private“.

L’appello del padre segue i recenti presidi comparsi il 7 marzo davanti alla casa famiglia, accompagnati da striscioni che recitavano: “La famiglia è il fondamento della Chiesa e dividerla è vergognoso“. Tali proteste erano legate alla decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che ha disposto il trasferimento dei bambini in un’altra struttura, separandoli temporaneamente dalla madre, Catherine, costretta a lasciare la casa protetta dove si trovava dal 20 novembre scorso.

La Garante per l’Infanzia della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis, ha chiarito che “non esiste alcun rischio di adozione dei bambini e il provvedimento adottato non ha mai previsto la separazione definitiva dei minori dalla loro famiglia“, sottolineando come le misure siano esclusivamente temporanee e volte a tutelare i minori senza separarli tra loro.