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Famiglia nel bosco, al via il progetto della nuova casa: “Niente bollette, tranne l’acqua”

Famiglia nel bosco, al via il progetto della nuova casa: “Niente bollette, tranne l’acqua”

La nuova casa della “famiglia nel bosco” prende forma: una struttura per riunire Catherine Birmingham, Nathan Trevallion e i tre figli a Palmoli.

La nuova casa della “famiglia nel bosco” prende forma: una struttura ecosostenibile e autosufficiente che potrebbe permettere a Catherine Birmingham e Nathan Trevallion di tornare a vivere con i tre figli a Palmoli.

La nuova casa della famiglia nel bosco: il progetto tra sostenibilità e autosufficienza

La nuova abitazione della “famiglia nel bosco” sarà una costruzione di circa 66 metri quadrati progettata per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente e, allo stesso tempo, rispettare le indicazioni stabilite dai giudici.

A Fanpage.it l’architetta Maria Mascarucci, specializzata in edilizia ecosostenibile e incaricata del progetto, spiega che l’idea è nata dalle richieste di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, che desideravano una casa essenziale, piccola e semplice. I lavori dovrebbero partire a settembre e concludersi in circa sei mesi, salvo imprevisti. La struttura sarà realizzata in legno e presenterà murature esterne in blocchi di canapa, scelti per favorire il mantenimento di una temperatura interna stabile.

All’interno sono previsti due camere da letto, una cucina-soggiorno e una serra vetrata, pensata come spazio aggiuntivo nel quale i tre figli potranno giocare e fare i compiti.

Non si tratterà quindi di recuperare il casolare già presente, ma di costruire un edificio completamente nuovo. La sagoma sarà suddivisa in due volumi con profili simili a quelli della vicina abitazione in pietra, così da inserirsi nel paesaggio rurale senza alterarlo e richiamare al tempo stesso l’architettura tradizionale del luogo.

«Utilizzeremo però materiali diversi come legno, canapa, calce e vetro», sottolinea Mascarucci. La scelta arriva dopo che i giudici avevano evidenziato, nella precedente abitazione della famiglia, importanti problemi legati alla sicurezza e all’igiene, tra cui l’assenza di elettricità, acqua corrente e bagno. La nuova struttura sarà invece dotata di servizi e verrà realizzata secondo le normative vigenti, pur mantenendo alcune delle abitudini della coppia, come l’utilizzo del camino e della cucina a legna.

Famiglia nel bosco, al via il progetto della nuova casa: “Niente bollette, tranne l’acqua”

Uno degli elementi centrali del progetto sarà l’autosufficienza. Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, che attualmente vivono in una casa concessa dal Comune in una zona rurale di Palmoli, mentre i figli si trovano da novembre in una casa famiglia a Vasto, potranno contare su un’abitazione progettata per ridurre drasticamente le spese di gestione. «Non avranno spese di bolletta, ad esclusione dell’acqua», chiarisce l’architetta, spiegando che l’energia sarà prodotta attraverso pannelli solari e fotovoltaici. Anche il sistema idrico sarà pensato nell’ottica del riciclo: il bagno non sarà collegato alla rete fognaria, ma funzionerà attraverso una fossa e l’acqua verrà filtrata e riutilizzata per l’irrigazione.

L’architetta Maria Mascarucci a Fanpage definisce il progetto una casa “passiva”, cioè capace di autoregolare il proprio comfort interno senza ricorrere ai tradizionali impianti di riscaldamento o raffreddamento. Canapa e calce avranno infatti il compito di assorbire e restituire gradualmente l’umidità, contribuendo a mantenere condizioni più confortevoli e a limitare problemi come muffe e condensa. La progettazione segue inoltre la richiesta della famiglia di realizzare un’abitazione con il minor impiego possibile di plastica e materiali sintetici, riducendo così l’impatto ambientale.

Secondo l’architetta, i materiali utilizzati non sarebbero necessariamente più costosi di quelli tradizionali: il problema, piuttosto, è legato alla scarsa diffusione di questo tipo di edilizia e al numero ancora limitato di produttori. Nel complesso, l’obiettivo è creare una struttura sostenibile, con consumi ridotti e costi di gestione più bassi nel lungo periodo, che possa permettere alla famiglia di tornare a vivere insieme nel bosco di Palmoli.

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