La riforma della legge elettorale è al centro dei lavori al Senato, con l’approvazione di importanti modifiche e le critiche delle opposizioni. Tra le novità introdotte, spiccano il meccanismo delle preferenze con capolista bloccati e l’aumento del numero di sottoscrizioni per i partiti non presenti in Parlamento.
L’Aula ha approvato l’articolo 1 della riforma con 95 voti a favore e 54 contrari, introducendo cambiamenti significativi rispetto al testo votato alla Camera.
Tra le modifiche più rilevanti, la cancellazione della soglia per contribuire al premio di maggioranza e l’aumento delle firme necessarie per i partiti non parlamentari.
Le modifiche approvate e le polemiche
Tra le novità introdotte, spicca il meccanismo delle preferenze con capolista bloccati, che ha suscitato diverse reazioni. La ministra delle Riforme, Elisabetta Casellati, ha spiegato che l’obiettivo è evitare una frammentazione eccessiva delle liste elettorali, definendo la modifica come una esigenza di serietà nell’organizzazione delle liste elettorali.
Un emendamento del Pd, proposto da Andrea Giorgis, che prevedeva la raccolta delle firme in modalità digitale, è stato bocciato. La Casellati ha confermato che al momento non sono previste modifiche alla norma che ha quadruplicato le firme necessarie per i partiti non presenti in Parlamento.
Le critiche delle opposizioni
Le opposizioni hanno espresso forti critiche alla riforma, definendola incostituzionale.
Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, ha dichiarato che la riforma è un tentativo di esercitare un dominio sul potere e che la maggioranza impedirà ogni discussione quando il testo tornerà alla Camera.
Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva, ha sottolineato che la riforma limita l’autonomia del Presidente della Repubblica nella nomina del Presidente del Consiglio, violando l’articolo 92 della Costituzione. Ha inoltre richiesto che la maggioranza attenda la pronuncia della Corte Costituzionale prima di rendere operativa la norma.
Le dichiarazioni di Ivan Scalfarotto
Ivan Scalfarotto, senatore di Italia Viva, ha criticato la maggioranza per la mancanza di una strategia chiara sulla riforma. Ha definito la legge elettorale come un pasticcio e ha sottolineato che è stata fatta per non perdere le elezioni, guardando ai sondaggi piuttosto che al miglioramento delle istituzioni.
Scalfarotto ha anche criticato il meccanismo delle preferenze, definendolo un Festival degli sconosciuti e ha evidenziato i problemi di riconoscibilità degli eletti da parte degli elettori. Ha inoltre sottolineato che la legge elettorale dovrebbe migliorare le istituzioni del Paese, piuttosto che essere fatta per scopi politici.
La riforma della legge elettorale continua ad essere al centro del dibattito politico, con le opposizioni che promettono di continuare a fare opposizione e di chiedere la pronuncia della Corte Costituzionale.
