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Schlein sfida Meloni e rilancia il centrosinistra: "Al voto il prima possibile"

Schlein sfida Meloni e rilancia il centrosinistra: "Al voto il prima possibile"

Dalla Festa dell’Unità, Schlein rilancia l’alternativa a Meloni e apre alle primarie, mentre resta il nodo Conte-Ucraina.

Il centrosinistra accelera verso la costruzione dell’alternativa al governo Meloni. Dalla Festa dell’Unità di Reggio Emilia, Elly Schlein rilancia l’alleanza progressista, apre alle primarie ma mette al centro il programma comune, mentre restano le distanze con Giuseppe Conte, soprattutto sul sostegno all’Ucraina.

Ucraina, programma e sfida a Meloni: restano le distanze tra Schlein e Conte

Il nodo più delicato resta il sostegno militare all’Ucraina. Alla Festa del Fatto Quotidiano, Conte ha ribadito che il Movimento 5 Stelle non intende sottoscrivere un programma che consenta di proseguire con l’invio di armi a go-go a Kiev e ha chiesto che prima delle primarie vengano definiti alcuni punti non negoziabili. Schlein, pur evitando una rottura con il presidente del M5S, ha confermato una posizione diversa: Abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere il popolo ingiustamente invaso in Ucraina dall’offensiva militare di Putin che continua ad andare avanti.

Una linea coerente con quanto espresso dal Pd nei mesi scorsi, quando la segretaria aveva ribadito la condanna dell’invasione russa e, insieme, la necessità di un maggiore protagonismo diplomatico dell’Unione europea.

Dal palco di Reggio Emilia la segretaria dem ha rivolto una parte importante del discorso direttamente al governo. Noi ci siamo e ci faremo trovare pronti in qualsiasi momento ci porterà al voto.

È Meloni che deve dirci quando ci porterà al voto, e visto che il governo è stato inutilmente lungo, prima è meglio è per il paese, ha affermato. Schlein ha accusato l’esecutivo di aver sprecato un’occasione storica, sostenendo che dopo quattro anni non possa più attribuire ad altri la responsabilità dei problemi rimasti irrisolti. Tra le priorità indicate dal Pd ci sono sanità pubblica, salario minimo, politiche contro la precarietà, congedi parentali, scuola, università, ricerca e costo dell’energia.

A chiedere tempi più rapidi sono anche Alleanza Verdi e Sinistra: Angelo Bonelli indica tra le priorità salari, sanità, giustizia sociale e ambientale, energia, diritti e pace, mentre Nicola Fratoianni sollecita misure più incisive contro la precarietà e per la tutela dei salari, mantenendo una posizione fortemente critica sulla corsa al riarmo.

Schlein sfida Meloni e rilancia il centrosinistra: “Al voto il prima possibile”

Una platea gremita ha accompagnato il discorso con cui Elly Schlein ha chiuso la Festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia. Secondo il responsabile Organizzazione del Pd Igor Taruffi, nell’area concerti erano presenti circa 10mila persone. Dal palco la segretaria dem ha provato soprattutto a indicare il percorso verso le prossime elezioni politiche, rivendicando per il Partito Democratico un ruolo centrale nella costruzione dell’alternativa al centrodestra. Il messaggio rivolto agli alleati è stato chiaro: prima di discutere di nomi e candidature bisogna definire una piattaforma comune. A Giuseppe Conte, che continua a spingere sulle primarie, Schlein ha risposto: Prima il programma, aggiungendo però di non temere un eventuale confronto ai gazebo: Ma se le faremo le vinceremo, non abbiamo nessuna paura del voto, mai, perché siamo il Pd.

Schlein ha quindi rivendicato il lavoro svolto per ricostruire un fronte comune dopo la sconfitta del 2022, ricordando come oggi le forze progressiste governino insieme in diverse realtà territoriali. Il Pd, ha sottolineato, resta il primo partito dell’opposizione e il perno imprescindibile di una coalizione che, nelle intenzioni della segretaria, dovrà però andare oltre i confini dei singoli partiti. Da qui l’invito ad accelerare sul programma comune, senza limitarsi ad affiancare singole proposte: per Schlein servono valori condivisi e una visione riconoscibile del Paese.

Anche sul perimetro dell’alleanza la posizione è netta: si può e si deve allargare, ma non restringere. Una formula che lascia aperta la porta sia al progetto civico promosso da Alessandro Onorato, guardato con interesse dal M5S, sia a Italia Viva, nonostante le riserve espresse da Conte nei confronti di Matteo Renzi. Proprio Renzi, intervenuto alla Festa dell’Unità l’11 settembre insieme a Dario Franceschini, ha escluso di voler occupare personalmente un posto al tavolo del centrosinistra e, nell’ipotesi di primarie tra Schlein e Conte, ha dichiarato che sceglierebbe la segretaria del Pd.

Schlein ha quindi reso ancora più esplicita la propria disponibilità alla sfida per Palazzo Chigi: Io ci sono, sono pronta, insieme a voi, ad affrontare le sfide dei prossimi mesi. Onorata, orgogliosa di guidarvi in questa grande sfida. Andiamo a vincere con l’alleanza progressista e andiamo a cambiare l’Italia. Allo stesso tempo ha respinto le previsioni di chi, all’inizio della sua segreteria, immaginava una leadership breve: Avevano scommesso che non sarei durata più di sei mesi e invece faccio il quarto discorso di chiusura e ci dobbiamo porre il tema che è la prima volta che un segretario finisce il mandato. Oggi il Pd è più unito che mai.

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