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Femminicidio Federica Torzullo, la sorella vuole incontrare Carlomagno: "Sta mentendo, vogliamo la verità"

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Contraddizioni, ipotesi di complici e la ricerca della verità: la sorella di Federica Torzullo parla a Quarto Grado.

Federica Torzullo, 41 anni, è stata uccisa dal marito Claudio Carlomagno nella loro abitazione di Anguillara Sabazia (Roma) tra l’8 e il 9 gennaio. Il caso, ancora avvolto da dubbi sulle motivazioni e sulla possibile presenza di complici, continua a essere al centro delle indagini e dell’attenzione mediatica. La sorella della vittima ha rotto il silenzio a Quarto Grado.

Dubbi e ombre sul femminicidio di Federica Torzullo

Il tragico femminicidio di Federica Torzullo, avvenuto nella loro abitazione di Anguillara Sabazia tra l’8 e il 9 gennaio, continua a generare interrogativi irrisolti. Il marito, Claudio Carlomagno, ha confessato di averla uccisa intorno alle 6.30 del 9 gennaio, motivando il gesto con la paura che la moglie potesse ottenere la custodia esclusiva del figlio dopo la separazione. Tuttavia, la versione dell’omicida presenta incongruenze che alimentano sospetti su eventuali complici.

Gli investigatori ipotizzano la presenza di almeno un altro soggetto coinvolto nell’omicidio, ma al momento non ci sono prove concrete a conferma di questa tesi. La presenza del padre del killer davanti alla villetta quella mattina non implica necessariamente un suo coinvolgimento, così come quello della madre, entrambi convinti della versione di un allontanamento volontario del figlio, e tragicamente morti pochi giorni dopo la scoperta del crimine.

Federica Torzullo, la sorella rompe il silenzio: “Claudio Carlomagno sta mentendo, vogliamo la verità”

Stefania Torzullo, sorella di Federica, non si fida della confessione del cognato e chiede un confronto diretto con lui: “Credo sia doveroso per me, sorella della vittima, incontrare Claudio“, scrive nella lettera inviata in esclusiva a Quarto Grado.

Nella missiva, Stefania sottolinea come Carlomagno stia continuando a mentire riguardo all’omicidio e alla dinamica dei fatti: “È giusto che venga fuori la verità su quello che le ha fatto e su chi lo ha aiutato ad attuare un piano che non poteva essere svolto in così poco tempo“.

La donna sembra dare credito all’ipotesi di un femminicidio premeditato: “Non poteva derivare da una furia momentanea“. La sua richiesta non è solo personale ma rappresenta un appello più ampio: “La ricerca della verità è tutto quello che ci interessa, uniti tutti insieme dal ricordo di Federica“.

La psicologa della famiglia, Elisa Caponetti, aggiunge: “Quando si arriva a un femminicidio c’è sempre una sottovalutazione del rischio“, sottolineando come la verità sia fondamentale per chi resta e vuole comprendere la dinamica di una tragedia così complessa.

 

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