Una morte segnata da una violenza estrema. L’autopsia sul corpo di Luigia Fortunato ha restituito un dato sconvolgente: cinquanta coltellate inferte durante l’aggressione che le è costata la vita. Un elemento che aggiunge nuovi dettagli alla ricostruzione dell’omicidio e che conferma la brutalità del delitto avvenuto nell’abitazione della donna a Loreto.
Autopsia e indagini: la Procura ricostruisce la sequenza dei colpi e la versione di Sami Khemais
Gli accertamenti autoptici dovranno ora ricostruire con maggiore precisione la dinamica dell’omicidio, stabilire l’ordine dei fendenti, individuare quelli che hanno provocato la morte della donna e fornire ulteriori elementi agli investigatori. Le informazioni raccolte entreranno nel fascicolo della Procura e potranno contribuire a delineare il quadro accusatorio nei confronti dell’indagato.
Dopo l’uccisione, Sami Khemais sarebbe uscito in strada con gli abiti sporchi di sangue e si sarebbe presentato spontaneamente ai carabinieri.
Attualmente si trova nel carcere di Montacuto con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato dall’utilizzo dell’arma e dall’uccisione della moglie. Al momento, invece, non gli è stato contestato il reato specifico di femminicidio. Davanti al pubblico ministero, assistito dall’avvocato Simone Matraxia, l’uomo avrebbe dichiarato che sarebbe stata la moglie a minacciarlo per prima con un coltello e che, dopo essere riuscito a disarmarla, avrebbe reagito uccidendola.
Femminicidio Luigia Fortunato, l’autopsia rivela 50 coltellate: “Ha provato a difendersi”
Sono cinquanta le coltellate rilevate dall’autopsia sul corpo di Luigia Fortunato, la 33enne originaria di Cerignola (Foggia) uccisa dal marito Sami Khemaies, 39 anni, all’interno della loro abitazione di via Bramante a Loreto, in provincia di Ancona. Il dato emerso dagli accertamenti medico-legali restituisce un quadro ancora più drammatico rispetto alle prime informazioni diffuse dopo il delitto, evidenziando la violenza con cui si sarebbe consumata l’aggressione.
L’esame, eseguito dal medico legale Angelo Montana, ha messo in luce un attacco particolarmente brutale: sul corpo della donna sono state riscontrate anche diverse ferite agli avambracci, considerate compatibili con un tentativo di difesa. “Ha provato a difendersi”, secondo quanto riportato dai primi risultati dell’autopsia, che mostrerebbero come Luigia abbia cercato di proteggersi dai colpi inferti durante la violenta lite avvenuta nell’appartamento. Il figlio della coppia, di 7 anni, in quel momento si trovava dalla nonna e non era presente nell’abitazione.
La comunità di Loreto ha espresso dolore e vicinanza alla famiglia della vittima. Il sindaco Moreno Pieroni ha annunciato una giornata di lutto cittadino in occasione dei funerali, la cui data non è ancora stata stabilita, e l’organizzazione di una fiaccolata in memoria di Luigia Fortunato, con partenza da via Bramante e arrivo davanti alla Basilica della Santa Casa.
