Il femminicidio di Valentina Sarto, avvenuto a Bergamo all’interno della sua abitazione in via Pescaria, è al centro delle indagini che stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. Dai primi accertamenti emerge che la donna sarebbe stata colpita ripetutamente con un’arma da taglio, in un contesto familiare già segnato da tensioni, presunte minacce e segnali di violenza che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, si sarebbero protratti nei mesi precedenti all’omicidio.
Femminicidio Valentina Sarto: dinamiche familiari e relazione parallela
Un nuovo episodio di femminicidio ha scosso Bergamo, precisamente in via Pescaria, dove Valentina Sarto, 41 anni e impiegata come barista, è stata uccisa dal marito Vincenzo Dongellini, 49 anni. I due erano legati da circa dieci anni e avevano celebrato il matrimonio a maggio. Tuttavia, il rapporto risultava da tempo segnato da tensioni, gelosie e presunti comportamenti violenti da parte dell’uomo. Nel frattempo, la donna avrebbe avviato una relazione extraconiugale con Moris Panza, residente ad Almenno San Bartolomeo, incontrato sul luogo di lavoro vicino allo stadio.
Secondo il racconto di Panza, la conoscenza con Valentina si era trasformata rapidamente in una relazione sentimentale: “si era innamorata” e lei stessa lo avrebbe rassicurato più volte sulla gestione del rapporto con il marito, affermando: “Lei diceva sempre: so come tenerlo, tranquillo”. L’uomo ha inoltre riferito che la situazione domestica era complicata e caratterizzata da episodi di minacce e aggressioni, tanto che avrebbe tentato più volte di convincere la donna a denunciare. In questo contesto, la relazione tra i due si era intensificata nel tempo, fino a includere anche momenti di convivenza occasionale.
Femminicidio Valentina Sarto, la verità dai primi accertamenti: “Uccisa con sei-otto coltellate”
Nonostante i segnali di pericolo e i consigli ricevuti, Valentina Sarto non era ancora riuscita a interrompere definitivamente il legame con il marito, anche a causa delle presunte intimidazioni subite. Il nuovo fidanzato, Moris Panza, al Corriere ha dichiarato: “Lei non andava via da casa perché lui la minacciava”, sottolineando come la donna fosse consapevole della situazione ma esitante nel compiere passi formali come la denuncia. In più occasioni, secondo quanto riferito, avrebbe mostrato segni di violenza fisica e raccontato episodi di tensione crescente, culminati in discussioni accese e comportamenti aggressivi.
La vicenda si è conclusa in modo drammatico: l’autopsia e i rilievi preliminari indicano che la donna sarebbe stata colpita con diverse coltellate, tra schiena e collo. Dopo aver contattato la figlia e aver riferito un tentativo di suicidio, Dongellini è stato trovato accanto al corpo della moglie, ormai priva di vita, nella loro abitazione. Nel frattempo, il contesto familiare e sociale si è stretto attorno al dolore dei parenti e della comunità: la madre della vittima ha espresso il proprio strazio con parole cariche di rimpianto, mentre la città ha organizzato momenti di commemorazione, ribadendo con uno striscione che: “La violenza sulle donne non ha mai scusanti“.