Nella serata del 27 maggio 2026, un incendio è scoppiato a bordo della GNV Phoenix, unità in cantiere nel porto di Napoli per lavori di manutenzione. Poco prima delle 19 la nave ha lanciato via radio un mayday per incendio a bordo richiedendo immediata assistenza alla Capitaneria di porto e l’intervento dei mezzi di soccorso.
Testimonianze raccolte nei pressi della banchina 29/30 indicano che le fiamme potrebbero essersi sviluppate nei ponti bassi o nella sala macchine, sebbene l’area precisa non sia stata inizialmente confermata dalla stessa unità.
Una colonna di fumo è risultata ben visibile da diverse zone della città e nell’area portuale si è percepito un odore acre.
Le autorità hanno dato priorità alla tutela della sicurezza delle persone: gli operai del cantiere e i membri dell’equipaggio presenti sono stati evacuati e, al momento, non risultano persone ferite. Per consentire le operazioni di emergenza la Capitaneria ha interdetto le aree prospicienti i moli interessati, pur mantenendo il resto del porto operativo.
La risposta dei soccorsi
Immediatamente dopo l’allarme si è attivata la macchina dei soccorsi con un impiego coordinato di forze navali e terrestri. Sul posto sono intervenuti tre rimorchiatori che hanno impiegato le pompe antincendio di bordo per le prime azioni di spegnimento, seguiti da una motovedetta della Guardia Costiera e dai Vigili del Fuoco provenienti dalla terraferma. Le operazioni hanno incluso manovre di raffreddamento e puntamenti dei getti d’acqua verso le aree interessate, con l’obiettivo di contenere il rogo e prevenire il suo propagarsi alle strutture vicine.
Mezzi e tattiche impiegate
In mare sono stati utilizzati sia i rimorchiatori civili sia unità dedicate alla ricerca e soccorso, insieme a codici antincendio a bordo delle imbarcazioni. A terra, squadre specializzate dei Vigili del Fuoco hanno operato con idranti e attrezzature specifiche per interventi su navi. Sono state altresì predisposte ambulanze del 118 in banchina per eventuali necessità mediche. Il coordinamento è stato immediato per limitare rischi alla popolazione portuale e ai quartieri prossimi al waterfront.
Impatto sul porto e misure di sicurezza
Nonostante l’incendio, il porto di Napoli è rimasto operativo nelle sue funzioni generali; tuttavia l’accesso alle aree antistanti i moli 29 e 30 è stato temporaneamente interdetto per agevolare le operazioni di spegnimento. La presenza di fumo e il forte odore acre hanno portato le autorità a monitorare la situazione con attenzione, regolando il traffico marittimo nella zona interessata e fornendo indicazioni di sicurezza ai naviganti e al personale portuale.
Coordinamento istituzionale e monitoraggi
La Prefettura ha convocato un tavolo tecnico di coordinamento che ha coinvolto la Guardia Costiera, l’ASL, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale ARPAC e la Guardia di Finanza. Questo gruppo ha il compito di monitorare la qualità dell’aria e l’evoluzione dei fumi generati dall’incendio, con particolare attenzione alla tutela della salute pubblica sia nell’area portuale sia nelle zone urbane limitrofe.
Stato della nave e accertamenti
La GNV Phoenix è un traghetto ro/ro — un’unità destinata al trasporto di passeggeri e veicoli — lunga 214 metri, larga 26 e con una stazza lorda di 35.736 tonnellate; costruita nel 2002 per la flotta Tirrenia, batte bandiera italiana. Al momento le operazioni di spegnimento e raffreddamento delle strutture interessate sono in corso; le verifiche sulle cause dell’incendio e sull’entità dei danni saranno possibili solo una volta concluse queste fasi operative e dopo ispezioni tecniche approfondite.