Il caso della scomparsa di Barbara Corvi resta uno dei più complessi e irrisolti della cronaca italiana. A distanza di 17 anni, tra ipotesi investigative, tensioni familiari e nuovi accertamenti scientifici, le indagini continuano a cercare risposte su che fine abbia fatto la donna scomparsa nel 2009.
La scomparsa di Barbara Corvi e il contesto familiare
La storia di Barbara Corvi resta ancora oggi senza una conclusione definitiva. La donna, madre di due figli adolescenti e moglie di Roberto Lo Giudice, legato a una famiglia con precedenti nella criminalità organizzata, scompare il 27 ottobre 2009. A distanza di quasi diciassette anni, il caso continua a essere oggetto di approfondimenti investigativi e nuove piste.
Secondo quanto ricostruito, nei giorni precedenti alla sparizione il clima familiare era particolarmente teso: il marito avrebbe scoperto una relazione extraconiugale della moglie con un uomo di nome Carlo, elemento che avrebbe innescato discussioni sempre più accese.
La coppia, che si era conosciuta quando lei era ancora minorenne e poi trasferita dall’Italia meridionale all’Umbria, gestiva attività commerciali nel settore agricolo.
Il giorno della scomparsa sarebbe stato previsto anche un incontro con un commercialista, ma Barbara non si presenta all’appuntamento. Poche ore prima, dopo un pranzo in famiglia, sarebbe emerso nuovamente il sospetto della relazione sentimentale, culminato in un confronto molto duro davanti ai parenti. Quando la sorella la cerca intorno alle 19, nella casa vengono ritrovati oggetti personali come borsa e documenti, ma della donna non c’è più alcuna traccia.
Scomparsa di Barbara Corvi, non è finita: 17 anni dopo l’indagine su nuovi indizi
Nove giorni dopo la scomparsa, arrivano due cartoline spedite da Firenze con frasi rassicuranti e firmate dalla donna. In una di esse si legge: “Sto bene, ho bisogno di stare un po’ da sola. Baci, mamma”. Come riportato da Fanpage, proprio questi messaggi sarebbero oggi al centro di nuovi approfondimenti, poiché da sempre sospettati di essere un possibile tentativo di depistaggio. Le analisi calligrafiche pare avessero già sollevato dubbi sull’autenticità della scrittura, non riconducibile né a Barbara né ad altre persone vicine.
Nel corso degli anni la posizione del marito Roberto Lo Giudice è stata più volte riesaminata: indagato per omicidio e occultamento di cadavere, arrestato nel 2021 e successivamente scarcerato, ha sempre respinto ogni accusa. Le indagini hanno anche ipotizzato scenari più gravi, tra cui un possibile coinvolgimento di familiari e l’occultamento del corpo. Dopo archiviazioni e riaperture, la Procura di Terni ha avviato nuovi accertamenti scientifici sulle cartoline, inclusa la ricerca di tracce di DNA sui francobolli.
Il caso resta quindi ancora aperto, sospeso tra ipotesi investigative, elementi non chiariti e nuove tecniche scientifiche che potrebbero cambiare nuovamente la direzione delle indagini.