Il calcio mondiale potrebbe vivere una nuova rivoluzione. Gianni Infantino, presidente della FIFA ha aperto alla possibilità di espandere il Mondiale 2030 a 64 squadre, un aumento significativo rispetto alle attuali 48.
Questa proposta, che potrebbe diventare realtà, nasce dalla volontà di includere un numero sempre maggiore di nazioni nel torneo più prestigioso del pianeta.
Ma quali sono le motivazioni e le reazioni a questa possibile svolta?
Le motivazioni dietro l’espansione
Infantino ha spiegato che l’obiettivo è permettere a più nazioni di partecipare al torneo. Ogni nazione dovrebbe avere il diritto di sognare la partecipazione alla Coppa del Mondo ha dichiarato in un’intervista a Bluewin.
Il presidente della FIFA ha sottolineato come l’attuale formato a 48 squadre abbia già dimostrato il suo valore, con squadre di ogni continente che hanno mostrato un alto livello di gioco.
Ogni team ha giocato a un livello elevato ha affermato, citando come esempio il fatto che nove su dieci squadre africane abbiano raggiunto la fase a eliminazione diretta.
Infantino ha anche ricordato che il formato a 32 squadre, in vigore dal 1998 al 2026, è stato superato proprio per dare più opportunità alle nazioni emergenti.
Se non diamo a queste nazioni la possibilità di partecipare, perderanno lo stimolo a migliorare ha aggiunto.
Il formato del Mondiale 2030
Il Mondiale 2030 sarà un evento senza precedenti, con partite che si svolgeranno in sei nazioni e tre continenti. Marocco, Portogallo e Spagna ospiteranno la maggior parte degli incontri, mentre Uruguay, Argentina e Paraguay accoglieranno ciascuna una partita inaugurale, in occasione del centenario del torneo.
Un’espansione a 64 squadre potrebbe modificare significativamente questo scenario. Le tre nazioni sudamericane potrebbero ospitare ciascuna un intero girone, anziché una sola partita. Questo cambiamento potrebbe anche influenzare le regole di rotazione della FIFA che attualmente escludono il Sudamerica dalle candidature fino al 2042.
Le reazioni contrastanti
Non tutti sono d’accordo con questa proposta. I vertici del calcio europeo e nordamericano, guidati da Aleksander Ceferin (presidente della UEFA) e Victor Montagliani (presidente della CONCACAF), hanno già espresso forti critiche.
Ceferin ha definito l’idea una cattiva idea sostenendo che danneggerebbe sia il torneo che la competitività delle qualificazioni europee. Montagliani ha condiviso questa posizione, affermando che l’espansione non è una buona idea.
Tra i critici c’è anche Carlos Queiroz allenatore del Ghana che ha definito l’attuale formato a 48 squadre vulgare e comune sostenendo che ha svalutato le qualificazioni.
Le prospettive future
Nonostante le critiche, la discussione sull’espansione del Mondiale a 64 squadre è in corso. La FIFA ha confermato che l’argomento sarà esaminato nei comitati competenti al termine del torneo attuale.
Se l’espansione dovesse essere approvata, il Mondiale 2030 potrebbe diventare il torneo più inclusivo della storia, offrendo a un numero record di nazioni l’opportunità di competere sul palcoscenico mondiale.
Restano da vedere gli sviluppi di questa proposta, che potrebbe cambiare per sempre il volto del calcio internazionale.
