La Juventus ha trasformato una serata complicata in un successo prezioso in Europa League, riuscendo a recuperare lo 0-1 contro il Celta Vigo e a imporsi 2-1 nel recupero. La partita è stata decisa da due attaccanti: prima Woltemade ha pareggiato, poi Kolo Muani ha firmato la rete vittoria al 92′, approfittando di un cross dalla sinistra.
A livello di classifica la squadra bianconera resta a punteggio pieno dopo due giornate della fase a gironi.
Come è cambiata la partita: dal vantaggio spagnolo alla rimonta bianconera
Il Celta ha sbloccato il risultato al 18′ con Hugo Álvarez che ha finalizzato una ripartenza ben orchestrata dopo un inserimento dalla sinistra e l’assist di Swedberg.
Nel primo tempo la Juventus ha faticato a trovare ritmo e verticalità, con azioni spesso lente e senza incisività. La squadra spagnola ha sfruttato la prima opportunità disponibile e ha costretto i bianconeri a rincorrere.
Nella ripresa la musica è cambiata quando la squadra ha aumentato il pressing e le corse: al 58′ un traversone dalla trequarti di Koopmeiners ha portato al gol del pareggio di Woltemade chiuso con un destro al volo sul quale ha contribuito un controllo non perfetto di un avversario.
Il 2-1 definitivo è arrivato quasi allo scadere: cross dalla sinistra di Cambiaso e colpo di testa vincente di Kolo Muani che ha sfruttato lo spazio e la stanchezza difensiva del Celta per insaccare da due passi.
Numeri e dinamica degli episodi chiave
La partita ha avuto momenti in cui la Juventus ha creato opportunità importanti, come una palla gol sprecata da Woltemade nel primo tempo e due tentativi di Conceiçao neutralizzati dal portiere avversario nel secondo tempo. Dall’altra parte il Celta è stato pericoloso in alcune ripartenze, mostrando di saper sfruttare spazi lasciati centrali dalla retroguardia bianconera. A livello di organico, le sostituzioni operate dall’allenatore hanno modificato il volto della squadra e hanno permesso ai cambi di incidere decisamente nel finale.
Le note individuali: errori, protagonisti e l’uscita di Conceiçao
Tra i protagonisti si sono messi in mostra Woltemade e Kolo Muani autori delle due reti che hanno ribaltato il risultato. Il primo ha mostrato movimenti incisivi e una buona capacità di leggere le palle alte in area; il secondo ha confermato il suo fiuto del gol entrando dalla panchina e segnando il secondo centro consecutivo in competizione europea. Al contrario, alcune prove individuali sono state insufficienti: su tutte la serata negativa di Marcos Alonso coinvolto in errori sui gol subiti e punito da sbavature di concentrazione che hanno agevolato le punte avversarie.
L’allenatore ha commentato la prestazione sottolineando la lentezza del gruppo nel primo tempo e l’impossibilità di gestire al meglio la palla: “Nel primo tempo siamo stati lenti nel fare tutto”, ha sintetizzato, rimarcando come la velocità di esecuzione sia stata inferiore rispetto ad altre gare recenti. Sul caso del giocatore che è uscito visibilmente arrabbiato, il tecnico ha preferito stemperare: ha detto di ritenere che il giocatore ce l’avesse con se stesso, non con la squadra, e che la rabbia interna possa essere ripulita nelle partite successive.
Il ruolo delle scelte tattiche
Nel corso della gara l’allenatore ha operato cambi che hanno modificato gli equilibri, rendendo la squadra più propositiva in avanti ma anche più esposta in transizione. A centrocampo, la gestione della palla e la capacità di verticalizzare sono apparse incostanti: alcuni interpreti non hanno saputo imprimere la rapidità necessaria, mentre altri hanno faticato a trovare la giusta tranquillità per incidere. Lo stesso tecnico ha parlato della necessità che certi giocatori ritrovino serenità per esplodere nuovamente il loro potenziale.
Dal punto di vista della competizione, il successo garantisce alla formazione bianconera tre punti importanti in prospettiva qualificazione, ma lascia più domande che certezze sul piano del gioco. La vittoria ottenuta nel finale, firmata da giocatori offensivi entrati a partita in corso, conferma l’importanza della profondità della rosa e della capacità di sfruttare le risorse dalla panchina, pur evidenziando la necessità di migliorare la costruzione e la solidità nelle fasi iniziali delle partite.
