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Nuova Guida Suprema in Iran: Mojtaba Khamenei scelto e sostenuto dalle Guardie Rivoluzionarie

iran Mojtaba Khamenei

Iran: scontri intensificati nel Libano e nel Golfo mentre l’ascesa di Mojtaba Khamenei aggrava l’escalation regionale.

La nomina di Mojtaba Khamenei a nuova Guida Suprema dell’Iran ha scatenato nuove tensioni nella regione mediorientale. Raid israeliani, attacchi con droni iraniani nel Golfo e crescenti preoccupazioni internazionali delineano uno scenario di conflitto aperto, mentre i mercati energetici reagiscono al rialzo e la popolazione locale teme per la propria sicurezza.

Escalation in Medio Oriente: raid in Libano, attacchi nel Golfo e missili verso Israele

I combattimenti si sono intensificati nel Libano orientale e nel sud del Paese. Nella notte tra domenica e lunedì, le truppe israeliane hanno effettuato raid vicino al villaggio di Nabi Chit, mentre un elicottero israeliano sarebbe stato abbattuto da Hezbollah. Un attacco su Sir al-Gharbiyeh ha provocato almeno 10 morti e 6 feriti, tra cui donne e bambini, con edifici rasi al suolo e veicoli distrutti.

Anche il Golfo Persico è stato teatro di violenze. A Sitra, in Bahrain, un attacco con drone iraniano ha provocato diversi feriti e danni alle abitazioni, mentre l’Arabia Saudita ha denunciato le aggressioni di Teheran contro il regno e i Paesi vicini come “non giustificabili in nessuna circostanza”. In Israele, le sirene hanno suonato per un missile balistico lanciato dall’Iran, probabilmente intercettato, senza causare vittime.

Il figlio di Ali Khamenei è la nuova Guida Suprema dell’Iran: fedeltà a Mojtaba Khamenei

Il figlio dell’ayatollah Ali Khamenei, Mojtaba Khamenei, è stato ufficialmente nominato Guida Suprema dell’Iran dall’Assemblea degli Esperti, confermando la continuità con la linea politica del padre. Le Guardie Rivoluzionarie, l’esercito ideologico della Repubblica Islamica, hanno giurato fedeltà al nuovo leader, definendolo “giusto, competente, pio e intraprendente” e promettendo obbedienza totale ai suoi comandamenti divini.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato: “Non durerà a lungo”, mentre l’ex direttore della CIA David Petraeus ha definito la scelta “sfortunata”, aggiungendo che sperava in un leader più pragmatico. Contestualmente, Teheran ha avviato il lancio di missili verso Israele in risposta all’elezione della nuova guida, con l’emittente statale IRIB che ha dichiarato: “I missili di difesa iraniani rispondono alla terza Guida Suprema della Repubblica Islamica”.

Le tensioni nella regione sono aumentate drasticamente. Israele ha colpito obiettivi a Beirut legati a Hezbollah, mentre Teheran ha risposto attaccando diversi Paesi del Golfo, tra cui Bahrain e Arabia Saudita, dove almeno 32 persone sono rimaste ferite e un settimo militare statunitense è stato ucciso.

L’Arabia Saudita ha condannato gli attacchi iraniani come “riprovevoli” e inaccettabili, mentre il Dipartimento di Stato USA ha ordinato ai diplomatici di lasciare il Paese, evidenziando i crescenti rischi. La crisi ha anche influito sui mercati energetici: il prezzo del petrolio ha superato i 100 dollari al barile, il livello più alto degli ultimi quattro anni. Come ha sottolineato Trump: “Abbiamo lavorato insieme, abbiamo distrutto un Paese che voleva distruggere Israele”, indicando che la collaborazione con Netanyahu rimane centrale per Washington.