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Mojtaba Khamenei scelto come nuova Guida Suprema dell’Iran: profilo del successore del padre

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Tra tensioni regionali e transizione al vertice, Teheran affronta una fase decisiva per il futuro del Paese: eletta la nuova Guida Suprema.

La morte di Ali Khamenei ha aperto una fase delicata per l’Iran, accelerando un passaggio di potere che da tempo agitava i vertici di Teheran. In un clima segnato da tensioni interne e pressioni militari esterne, l’Assemblea degli Esperti ha indicato Mojtaba Khamenei come nuova Guida Suprema, scelta che ridisegna gli equilibri politici del Paese e riaccende il dibattito sulla natura del sistema iraniano.

Escalation militare e nuovi equilibri in Medio Oriente

Sul piano militare, la regione resta attraversata da forti tensioni. L’esercito israeliano ha annunciato una “vasta ondata di attacchi” contro obiettivi in Iran, precisando che i raid hanno colpito “siti di lancio, sistemi di difesa aerea e infrastrutture aggiuntive”.

Nelle stesse ore, l’Israel Defense Forces ha comunicato l’operazione sul proprio canale Telegram, mentre Hezbollah – sostenuto da Teheran – ha intensificato il lancio di razzi e droni contro Israele. In questo scenario segnato da escalation e rappresaglie, la nomina di Mojtaba si inserisce in una fase cruciale per la stabilità interna iraniana e per gli equilibri dell’intera area mediorientale.

L’ascesa di Mojtaba Khamenei alla Guida Suprema

Dopo la morte di Ali Khamenei, l’Iran ha rapidamente individuato il suo successore. Secondo quanto riportato da Iran International, l’Assemblea degli Esperti avrebbe designato come nuova Guida Suprema il secondogenito Mojtaba Khamenei, in una sessione svolta online dopo l’attacco contro la sede di Qom.

La scelta, maturata in un contesto di forte instabilità, sarebbe stata influenzata dalla pressione dei Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, da tempo attori centrali negli equilibri del potere iraniano.

Nato a Mashhad nel 1969, Mojtaba ha combattuto nella guerra Iran-Iraq tra il 1987 e il 1988, per poi proseguire gli studi religiosi a Qom fino a diventare chierico. Da anni indicato come figura influente negli apparati della Repubblica islamica, è considerato vicino sia ai Pasdaran sia alla milizia Basij. In passato ha sostenuto Mahmoud Ahmadinejad nelle contestate presidenziali del 2005 e del 2009, e diversi osservatori ritengono che abbia avuto un ruolo rilevante nel consolidarne l’affermazione elettorale.

La prospettiva di una successione padre-figlio aveva suscitato perplessità in un sistema nato dalla rivoluzione che depose Ruhollah Khomeini e rovesciò la monarchia dello scià, alimentando il timore di una deriva dinastica. Critici e oppositori lo hanno spesso descritto come una figura influente “dietro le quinte”, simbolo di una gestione del potere strettamente intrecciata agli apparati di sicurezza.

Mojtaba è la nuova Guida Suprema: le ombre finanziarie

Accanto al profilo politico e religioso, Mojtaba Khamenei è oggetto di controversie legate a presunti patrimoni accumulati all’estero. Un’inchiesta di Bloomberg parla di un impero immobiliare internazionale dal valore superiore ai 100 milioni di sterline nel solo Regno Unito, con beni riconducibili a una complessa rete societaria. Tra le proprietà documentate figurerebbe una residenza a Londra sulla cosiddetta “Billionaire’s Row”, acquistata nel 2014 per 33,7 milioni di sterline, oltre a hotel di lusso e ville tra Europa e Medio Oriente. Il suo nome, tuttavia, non comparirebbe formalmente negli atti.

Figura chiave nell’architettura finanziaria sarebbe il banchiere iraniano Ali Ansari, indicato come intermediario e sanzionato dal governo britannico nell’ottobre 2025. Anche il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti aveva imposto misure restrittive contro Mojtaba già nel 2019, senza però arrestare, secondo le ricostruzioni, l’espansione delle attività immobiliari.