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Castagna, Bpm: l’80% dei clienti ha chiesto una moratoria

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Il premier Conte critica la riforma del credito cooperativo voluto dall'allora governo Renzi nel 2016: si rischia un'eccessiva omologazione

GIUSEPPE CASTAGNA CEO BANCO BPM

“I problemi sono stati tanti ma ora vediamo il lato positivo. Penso che le banche abbiano reagito molto bene attivando peraltro anche una serie di innovazioni e di rapporti esclusivamente digitali. Abbiamo avuto rapporti con clienti esclusivamente digitali, anche questo è stato un passo avanti importante nell’innovazione.

Noi abbiamo erogato oltre 60mila piccoli finanziamenti, 70mila moratorie, tutte a distanza, ci siamo rodati per quello che un giorno potrebbe essere una scelta e non un obbligo ossia non andare in banca a fare operazioni”. Lo ha affermato il ceo di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, intervenendo a ‘Made in Italy: the restart’, evento organizzato da Sole 24 Ore e Financial Times.

“È stato un cuscinetto che ci ha portati a una situazione dove siamo un po’ sospesi, perché non percepiamo un peggioramento del credito in quanto le moratorie evitano di impegnare le imprese a rimborsare finanziamenti e questo non genera ulteriori non perfoming loans.

È chiaro che sappiamo che il discorso è a scadenza e che dal 30 settembre per la Bce non vale più quella sospensione: la moratoria ci consentiva di non analizzare uno a uno i nostri clienti per definire se avessero le possibilità di impresa o no. Dal 1 ottobre stiamo facendo questo lavoro, stiamo clusterizzando e cercando di capire, abbiamo un’evidenza che quasi l’80 per cento dei clienti che hanno chiesto una moratoria lo hanno fatto a scopo precauzionale.

Lo stesso vale per i finanziamenti richiesti con la garanzia dello Stato. Abbiamo erogato circa 7 miliardi di questo tipo finanziamenti e siamo cresciuti di circa 7 miliardi di raccolta sui depositi delle imprese e del corporate. Mi sembra più un atteggiamento di estrema prudenza, che non significa una ripresa degli investimenti ma anche che le aziende non sono in crisi di liquidità e hanno la possibilità di andare avanti”.

Banche di credito cooperativo, Conte critica la riforma del 2016

“Il mondo cooperativo bancario sta soffrendo rispetto a un progetto di riforma messo a punto nel 2016: dobbiamo prendere atto che rischia di portare a un’eccessiva omologazione regolamentare con vincoli, anche per le banche sistemiche, che rischiano concretamente di fermare l’erogazione di liquidità sul territorio, che significa sostenere finanziariamente Pmi e cooperative, che è la principale missione” di questi istituti di credito.

Lo ha affermato il premier Giuseppe Conte, intervenendo all’assemblea nazionale di Confcooperative. “Su questo tema dobbiamo condurre un’acuta riflessione. C’è l’impegno del Governo a lavorare per mettere a punto le criticità e lavorare anche in sede europea perché possano essere superate” ha aggiunto il presidente del Consiglio. Le affermazioni di Conte sono molto piaciute al Presidente di Federcasse Augusto dell’Erba. “Ringraziamo il Presidente del Consiglio Conte per la significativa posizione assunta su una tematica così complessa e delicata, e soprattutto per l’impegno a sviluppare, a livello governativo, una riflessione adeguata sulla necessità di rimuovere quei vincoli che oggi non consentono alle banche cooperative e mutualistiche di svolgere appieno la loro funzione primaria di sostegno alle famiglie ed alle imprese italiane” ha affermato dell’Erba.

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