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Su Alitalia volano gli stracci e Bruxelles incombe

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Bruxelles che deve esprimere il proprio parere vincolante. Nei giorni scorsi, è circolata l'indiscrezione su richieste di chiarimento

GIORGIO MULE' POLITICO

“Il vicolo cieco nel quale il governo ha messo l’Italia è venuto plasticamente alla luce nelle audizioni secretate in Commissione Trasporti dell’Amministratore delegato della NewCo Ita, Fabio Lazzerini, e del commissario straordinario di Alitalia, Giuseppe Leogrande. Senza violare alcun segreto, è bene che gli italiani sappiano come la mano destra non conosca quello che fa la sinistra: l’amministrazione straordinaria non dialoga con il management della nuova Alitalia e viceversa.

Una situazione surreale che riguarda migliaia di lavoratori sui quali non si sa nulla rispetto al loro futuro, mentre sul piano industriale vi sono decine di incognite già individuate dalla Commissione europea. Sia l’Ad Lazzerini che il commissario Leogrande continuano ad andare avanti su binari che non si incontrano mai con il governo, proprietario della nuova Alitalia con un capitale versato dai cittadini di ben 3 miliardi di euro, che fa da spettatore.

Nella situazione che si è creata la nuova compagnia voluta a tutti i costi nazionalizzata dal governo è già a rischio di fallire il suo compito. Si tratta di un pericolo che avevamo evidenziato da tempo quando alle opzioni di mercato si scelse cocciutamente quella di una nazionalizzazione in cui lo Stato fa finta di non essere padrone. Sulla nuova Alitalia il governo che verrà dovrà prendere immediatamente in mano il dossier.

Se a farlo dovessero essere Conte e i suoi cloni sarebbe disastroso per l’Italia”. Lo ha scritto in una nota Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e membro della Commissione Trasporti.

I sindacati: preoccupati per i lavoratori in amministrazione straordinaria

“Siamo preoccupati per i lavoratori di Alitalia in amministrazione straordinaria che rischiano di non vedersi pagati gli stipendi se non arriverà la tranche di 73 milioni prevista dal Dl Rilancio”.

Lo hanno dichiarato Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti sull’attuale situazione della Newco Alitalia-Ita. “Siamo preoccupati per la loro sorte perché dal piano industriale della nuova Compagnia di bandiera ITA non vi è certezza per il loro futuro. Un piano industriale che consideriamo troppo debole e mancante di molti presupposti per lo sviluppo della Compagnia nel momento in cui il mercato potrà ripartire appieno. Per queste ragioni con il sindacato Europeo dei Trasporti chiediamo un incontro alla eurocommissaria alla concorrenza Vestager perché c’è la necessità di sveltire il percorso di autorizzazione da parte dell’Ue per la partenza della nuova Alitalia.

Bisogna sbloccare la procedura di vendita e consentire il trasferimento di tutto il perimetro delle attività, handling e manutenzione comprese, nell’interesse dei lavoratori e del Paese che sulla nuova Compagnia di bandiera ha fatto un investimento considerevole sotto il profilo finanziario per rilanciare la nostra economia anche facendo leva sul turismo. Le norme Ue sulla concorrenza non impediscono a un soggetto pubblico di investire, senza alcun limite quantitativo nel vettore di bandiera, a condizione che questi lo faccia operando con regole di mercato come un investitore privato che è esattamente ciò che ITA deve, a nostro avviso, fare ma senza inique penalizzazioni tese unicamente ad umiliare il nostro Paese e a predarne il ricco mercato. Esigiamo pari trattamento e rispetto sinora mostrato ai nostri competitor europei” hanno aggiunto i sindacati.

Paita: tra le due società Alitalia e Ita non esiste un coordinamento

”Con le audizioni di oggi abbiamo appreso, dal commissario straordinario Leogrande, che tra le due società Alitalia e Ita non esiste un coordinamento in questa fase cruciale della vita della compagnia di bandiera”. Lo ha affermato Raffaella Paita, a proposito delle audizioni su Alitalia davanti alla Commissione Trasporti della Camera. ”Questa assenza di comunicazione tra le due società non può non essere ricollegata al mancato ruolo di tessitura e impostazione strategica del Governo. Questo è grave perché in gioco c’è un asset strategico e il destino di tanti lavoratori. In più, alcuni giornali hanno pubblicato le risposte del Mef alle osservazioni avanzate dall’Ue. Per una questione di rispetto dei confronti del Parlamento, è opportuno che questo genere di comunicazioni avvenga attraverso note ufficiali che noi non abbiamo ancora ricevuto”, ha aggiunto Paita.

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