> > Forte pioggia scatenata in India e Nepal provoca più di 60 morti

Forte pioggia scatenata in India e Nepal provoca più di 60 morti

Forte pioggia scatenata in India e Nepal provoca più di 60 morti

Alluvioni e frane in India e Nepal fanno più di 60 le vittime, con migliaia di abitanti costretti a evacuare e infrastrutture gravemente danneggiate.

Negli ultimi tre giorni la penisola indiana e le montagne del Nepal sono state colpite da piogge intensissime, che hanno trasformato fiumi in correnti letali e hanno scatenato frane mortali. Le autorità di entrambi i Paesi hanno registrato un continuo aumento del bilancio delle vittime, mentre le operazioni di soccorso sono rimaste oberate da danni diffusi a case, strade e impianti energetici.

Il fenomeno delle alluvioni si è concentrato soprattutto nello stato indiano più popoloso, l’Uttar Pradesh, dove le autorità hanno confermato 56 decessi e 46 feriti a seguito di un periodo di pioggia eccezionale, oltre a oltre 1 000 abitazioni danneggiate. In Nepal, almeno 12 persone sono morte a causa di nuove ondate di acqua e di frane, con numerosi altri scomparsi.

Uttar Pradesh: morti, feriti e danni su larga scala

Il responsabile per l’emergenza, Hrishikesh Bhaskar Yashod, ha comunicato che nel fine settimana la regione ha registrato 66,5 mm di pioggia, contro la media consueta di 7,6 mm. Questo balzo improvviso ha sopraffatto i sistemi di drenaggio, provocando l’esondazione di fiumi come il Gange, il Gandak e il Kosi, tutti misurati oltre i livelli di pericolo dalle stazioni di monitoraggio della Central Water Commission.

Piogge eccezionali e record pluviometrici

Alcune stazioni hanno segnato più di 200 mm in 24 ore, una quantità paragonabile a quella di interi mesi di monsoni. Il risultato è stato un rapido aumento del livello dei fiumi, che ha sommergendo quartieri densamente popolati di Amethi, Bahraich, Basti e Kanpur Nagar. In Bahraich, il crollo di un muro ha sottratto la vita a una persona, mentre a Basti una violenta tempesta ha provocato un ulteriore decesso.

Odisha, Bihar e Chhattisgarh: evacuazioni e interruzioni

Nel frattempo, nella zona orientale dell’India, lo stato di Odisha ha dovuto evacuare più di 70 000 persone da aree a rischio, a causa dell’innalzamento dei fiumi e della rottura di ponti e sbarramenti. In Bihar, il fiume Gandak ha invaso le case di oltre 2 000 abitanti di West Champaran, mentre le autorità hanno emesso avvisi di allerta per altri otto distretti. Il drammatico scenario si è esteso al Chhattisgarh, dove le acque hanno interrotto le vie di comunicazione, costretto la chiusura delle scuole in otto distretti e causato la morte di un agricoltore di 40 anni, travolto da una palude gonfia.

Nepal: nuove ondate di alluvioni e frane

Il Nepal ha vissuto una seconda ondata di calamità dopo il devastante allagamento di fine agosto, che aveva già mietuto più di 1 400 vittime. Da giovedì, nuovi smottamenti hanno provocato altri 12 decessi, tra cui tre bambini e una donna sepolti da una frana a Nishi Khola, distretto di Baglung. Inoltre, un’altra valanga ha sepolto il campo di base di Himlung Himal, lasciando dieci operai escursionisti dispersi.

Impatto su impianti idroelettrici e rete elettrica

Il fortunato flusso del fiume Rahuganga ha danneggiato la struttura e le torri di trasmissione di un progetto idroelettrico da 40 MW, costringendo il ministro delle risorse idriche e dell’energia, Biraj Bhakta Shrestha, a inviare una squadra tecnica per valutare i danni e avviare i lavori di ripristino. Parallelamente, le interruzioni di corrente hanno colpito le province di Manang, Mustang, Myagdi e Baglung, dove le autorità stanno lottando per ripristinare l’alimentazione elettrica e garantire la continuità dei servizi essenziali.

Le autorità di entrambi i Paesi hanno aggiornato gli avvisi di emergenza, segnalando che 49 dei 77 distretti nepalesi sono soggetti a rischio di alluvioni improvvise. Anche se le zone di Rasuwa e Nuwakot non sono attualmente classificate ad alta pericolosità, gli esperti di gestione del rischio invitano la popolazione a rimanere vigile, poiché la situazione idrologica rimane altamente instabile.

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