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**Fotografi: è morto Stanislao Ferri, nel suo obiettivo gli scatti del lavoro in Emilia** (2)

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(Adnkronos) – Parallelamente all'attività professionale, Farri si dedica, nel tempo libero, alla fotografia amatoriale, accentuando, nel tempo, l'interesse per gli aspetti formali dell'immaginazione e realizzando anche, in camera oscura, elaborazioni e sperimentazioni volte a saggiare e a conoscere procedimenti di sviluppo e di stampa.

Negli anni Ottanta si dedica inoltre alla fotografia a colori, e dal 1989 comincia talvolta a utilizzare pellicole all'infrarosso. Tra le varie mostre a lui dedicate, in Italia e all'estero, vanno ricordate l'antologica di fotografie in bianco e nero promossa dal Comune di Reggio Emilia nel 1976, l'esposizione di immagini a colori organizzata dal Csac dell'Università di Parma nel 1986 e la mostra dedicatagli dal Musée Nicéphore Niépce di Chalon-sur-Saône nel 1993.

Nel 1998 è stato designato autore dell'anno dalla Fiaf.

L'archivio fotografico di Stanislao Farri, acquisito dalla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia a partire dal 1995, è costituito da circa 170.000 unità tra negativi e positivi, provini di stampa e diapositive che illustrano l’intensa attività professionale e di ricerca dell’autore iniziata dal 1955.

Caratteristica della sua ricerca fotografica è lo studio costante nel tempo, fondamentale per comprendere sia le modalità di lavoro di Farri sia le diverse identità culturali che hanno trasformato la città e il territorio nel corso degli anni.

L’attività professionale s’intreccia con la ricerca amatoriale che gli consente una libera sperimentazione, attraverso l’innovativo utilizzo dei materiali fotosensibili.

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