La semifinale mondiale tra Francia e Spagna ha segnato un passaggio simbolico: da una parte la conclusione dell’era Didier Deschamps, dall’altra la conferma della crescita della squadra guidata da Luis De la Fuente. I Bleus, arrivati alla sfida con grandi ambizioni, hanno trovato davanti una Spagna superiore per gioco, organizzazione e personalità, capace di eliminare la Francia in un momento decisivo.
Il tramonto amaro dell’era Deschamps: la Francia si arrende alla Spagna ai Mondiali 2026
La semifinale mondiale contro la Spagna ha rappresentato il punto più doloroso di un ciclo iniziato nel 2012, quando l’ex centrocampista aveva raccolto l’eredità di Laurent Blanc, trasformando una nazionale in difficoltà in una delle selezioni più competitive del pianeta.
Sotto la sua guida i Bleus hanno raggiunto tre semifinali consecutive di Coppa del Mondo, ma il rendimento della squadra è apparso in progressivo calo: il trionfo del 2018 in Russia contro la Croazia, la finale persa nel 2022 ai rigori contro l’Argentina, segnata dal mancato gol di Kolo Muani nel finale, fino all’eliminazione attuale per mano della Spagna.
La squadra francese, che nelle partite precedenti aveva dato l’impressione di essere solida e completa, è stata completamente bloccata dalla Roja. Per Deschamps, Luis De la Fuente è diventato una sorta di avversario impossibile da superare: tre sfide in semifinale contro la Spagna e tre sconfitte. Prima il ko per 2-1 all’Europeo 2024 a Monaco di Baviera, poi il rocambolesco 5-4 nella Nations League a Stoccarda, con gli spagnoli avanti addirittura 5-1, e infine il netto 2-0 nella semifinale mondiale. Alla vigilia Deschamps aveva provato a spostare la pressione sull’amico collega: “La Spagna è favorita, il mio amico Luis lo sa”, aveva dichiarato con un tono tra ironia e prudenza. De la Fuente, però, ha risposto sul campo, confermando la superiorità della sua squadra.
Curiosamente, il rapporto tra Deschamps e la Spagna era stato completamente diverso quando il francese vestiva ancora la maglia della nazionale: da giocatore non aveva mai perso contro gli iberici, con quattro vittorie e un pareggio. Da allenatore, invece, gli incroci sono diventati una serie di pesanti delusioni. A rendere ancora più amaro il risultato c’è il fatto che la Francia arrivava alla semifinale con numeri importanti, seconda miglior squadra sia per gol segnati sia per solidità difensiva, ma contro la Spagna sono emerse tutte le difficoltà. Il reparto offensivo formato da Dembélé, Olise, Mbappé, Barcola e poi Doué è rimasto praticamente invisibile, incapace di incidere contro una difesa organizzata e un avversario superiore sul piano collettivo.
Al termine della gara Deschamps ha riconosciuto la superiorità degli avversari, pur lasciandosi andare anche a qualche critica nei confronti della direzione arbitrale: “La prima ragione della sconfitta è stata tecnica: sono stati superiori. Noi abbiamo fatto degli errori e a questo livello è così, si pagano”. Il tecnico francese ha poi aggiunto: “La delusione è notevole. Giocheremo la finalina e non ho alcuna intenzione di buttare via tutto il buono che abbiamo fatto”. Un’ammissione lucida, che però non cancella la sensazione di un ciclo arrivato ormai alla sua conclusione.
Francia fuori dal Mondiale, Deschamps punta il dito: “L’arbitro aveva il livello per una semifinale?”
Dall’altra parte del campo, la Spagna ha celebrato una nuova impresa. Dopo aver eliminato la Francia nelle semifinali dell’Europeo 2024 e della Nations League 2025, la squadra guidata da Luis De la Fuente ha completato una straordinaria tripletta, conquistando anche il pass per la finale mondiale. La Roja ha interpretato la partita con grande maturità, mostrando un’identità precisa e una superiorità tattica evidente. Deschamps è stato incapace di trovare contromisure al gioco spagnolo, costruito sulla qualità tecnica, sul possesso e sulla capacità di controllare i momenti decisivi.
De la Fuente, dopo il successo, ha espresso tutta la soddisfazione per il lavoro svolto: “È difficile descrivere ciò che si prova adesso, ma dev’essere qualcosa come la felicità e l’orgoglio di gestire professionisti come questi”. Il commissario tecnico spagnolo ha sottolineato l’importanza della continuità del progetto: “Quando abbiamo iniziato quasi 4 anni fa con un’idea, le siamo rimasti fedeli e questo ci ha portato fin qui”. Una filosofia precisa che ha permesso alla Spagna di superare una delle nazionali più forti al mondo: “Noi affrontavamo una delle migliori nazionali al mondo, ma oggi loro affrontavano la migliore squadra al mondo”.
Deschamps ha sollevato dubbi sul livello del direttore di gara salvadoregno Barton, chiedendo: “L’arbitro di stasera aveva il livello per arbitrare una semifinale di Coppa del Mondo? Rispondete voi se volete. Io non risponderò”.
La Spagna vola quindi in finale con pieno merito, mentre la Francia saluta il torneo con il rimpianto di non aver trasformato il proprio enorme talento individuale in una vera forza collettiva. Per Deschamps l’ultimo capitolo sulla panchina dei Bleus si chiude con un’immagine amara: una squadra ricca di campioni, ma incapace di superare l’organizzazione e la qualità della nuova generazione spagnola.
