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Il panorama politico italiano si arricchisce di una nuova realtà: Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci, definisce con chiarezza la propria identità sovranista e tradizionalista. Con uno statuto che sancisce “valori fondamentali e non negoziabili“, il movimento traccia una linea netta su famiglia, cittadinanza, etica e difesa delle radici culturali italiane, annunciando l’intento di offrire «una destra vera» nel contesto del centrodestra.
Struttura, leadership e simboli: l’organizzazione interna di Futuro Nazionale
Stando alle indiscrezioni dell’Adnkronos, Futuro Nazionale è formalmente un’associazione senza scopo di lucro con sede a Viareggio, strutturata in soci fondatori, associati ordinari, onorari e simpatizzanti.
Le principali cariche sono affidate a Vannacci come presidente nazionale, coadiuvato da Massimiliano Simoni come coordinatore nazionale, mentre Edoardo Ziello ricopre il ruolo di responsabile organizzativo e tesoriere, affiancato da Annamaria Frigo nel tesseramento. Lo statuto prevede la convocazione del Congresso Nazionale ogni tre anni, con poteri estesi al presidente per la direzione politica e la gestione dei coordinamenti regionali.
Il simbolo del partito, registrato presso l’ufficio brevetti dell’UE, è un cerchio con doppia bordatura blu scuro e corona bianca, con all’interno le scritte “FUTURO NAZIONALE” e il nome “VANNACCI” su un nastro tricolore ascendente. L’Articolo 9 dello statuto sottolinea inoltre la parità di genere all’interno del partito, valutando i membri esclusivamente per merito, competenza e dedizione.
La nascita di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci e la sua identità ideologica
Futuro Nazionale, il nuovo partito guidato da Roberto Vannacci, definisce chiaramente la propria architettura politica e culturale. Lo statuto, depositato ufficialmente davanti a un notaio, è descritto dai deputati Emanuele Pozzolo, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello come una raccolta di «valori fondamentali e non negoziabili», frutto di un impegno che altri avrebbero tradito, evocando principi che oggi sarebbero richiamati solo in campagna elettorale. L’obiettivo dichiarato è quello di costituire una forza che promuova la partecipazione popolare alla vita politica italiana, salvaguardando sicurezza, confini e diritti considerati «non negoziabili», come la famiglia naturale e la vita dal concepimento alla morte.
Come riportato dall’Adnkronos, lo statuto enfatizza le radici storiche e culturali del movimento, richiamandosi al diritto romano, al pensiero greco, all’eroismo cavalleresco e alla civiltà cristiana, per costruire un’identità italiana forte e radicata. L’Italia viene celebrata come «Patria delle piccole patrie», un mosaico di specificità locali che, secondo Vannacci, hanno reso il Paese grande davanti all’Europa e al mondo. L’articolo 2, in particolare, si configura come un inno sovranista e un manifesto della difesa dei valori tradizionali: «Difesa a spada tratta delle radici dell’Italia e del popolo italiano, dei confini del territorio nazionale, della coesione valoriale e culturale come elemento imprescindibile di appartenenza alla cittadinanza».
Futuro Nazionale di Roberto Vannacci: valori etici, difesa delle istituzioni e linee dure su cittadinanza e famiglia
Il partito si colloca su posizioni nette su temi etici e culturali, opponendosi senza ambiguità a aborto, eutanasia e ideologie contemporanee come gender, woke, cancel culture e immigrazionismo. Pozzolo, Sasso e Ziello chiariscono: «Per noi la famiglia è quella creata dall’amore di un uomo e di una donna». La cittadinanza, secondo lo statuto, non può ridursi a una mera formalità burocratica o al semplice fatto di nascere in Italia, e la linea è altrettanto ferma sull’inclusione sociale: «Non siamo disposti a negoziare sull’inclusione del terzo mondo a casa nostra».
La tutela dei diritti e delle istituzioni non si limita ai principi morali, ma si estende anche alla difesa della sanità, del lavoro, dell’edilizia residenziale pubblica, delle forze armate e delle forze dell’ordine. Il documento rivendica una visione di economia equilibrata, in cui l’impresa e la proprietà privata siano protette dai rischi di sistemi estremi, sia comunisti che capitalistici. Vannacci definisce il movimento come «una destra vera», pronta a contrastare le tendenze politiche che, a suo avviso, tradiscono l’Italia pur di compiacere poteri forti, Unione Europea e sinistra.