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G7 2026: Trump, Macron e Meloni discutono di Iran, Ucraina e sicurezza marittima

G7 2026: Trump, Macron e Meloni discutono di Iran, Ucraina e sicurezza marittima

Al vertice del G7 di Evian, Donald Trump ha presentato un memorandum con l'Iran e annunciato la riapertura dello Stretto di Hormuz. Giorgia Meloni ha espresso apprezzamento per l'accordo e offerto il supporto italiano.

Donald Trump, Emmanuel Macron e Giorgia Meloni hanno discusso a Évian-les-Bains dell’intesa tra Stati Uniti e Irandella guerra in Ucraina e della sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz tra il 15 e il 16 giugno. Il presidente USA ha presentato agli alleati un memorandum con Teheran e ha collegato l’intesa alla riapertura della rotta strategica, mentre ha annunciato la reintroduzione di sanzioni sul petrolio russo.

Ultimo aggiornamento: 17 giugno 2026.

Il dossier è cruciale per i mercati energetici e per l’equilibrio regionale: la promessa riapertura di Hormuz impatta su prezzi del greggio e sui flussi commerciali, mentre la linea più dura verso Mosca influenza il fronte della guerra. I leader europei hanno accolto le aperture con prudenza operativa, legando il supporto a condizioni chiare e alla richiesta formale dei Paesi costieri interessati.

Memorandum Usa-Iran e riapertura dello Stretto di Hormuz

Trump ha indicato il memorandum con l’Iran come base per riaprire completamente lo Stretto di Hormuz da venerdì 19 giugno, senza pedaggi, segnalando che alcuni mercantili hanno già ripreso a muoversi. La firma non è stata ancora formalizzata ed è prevista a Ginevra nella stessa data, con Washington intenzionata a mantenere l’attuale dispositivo militare durante la fase negoziale successiva e a modulare eventuali alleggerimenti delle sanzioni in base al comportamento di Teheran.

Da parte iraniana, il presidente Masoud Pezeshkian ha definito l’intesa potenzialmente “onorevole” se tutte le disposizioni verranno applicate correttamente. Nel corso dei colloqui è emerso che gli Stati Uniti chiedono un sostegno europeo alla bonifica delle mine nella rotta, con l’obiettivo di garantire libertà di navigazione e sicurezza del traffico energetico in un passaggio vitale per l’economia globale.

Il contributo europeo: Francia, Italia e missioni navali

Emmanuel Macron ha offerto un contributo militare “molto concreto”: aerei da ricognizione nelle prossime ore, fregate entro 48 ore e, successivamente, anche la portaerei. Ha ribadito una missione marittima guidata da Francia e Regno Unito, con il sostegno di Italia e Paesi Bassi, per accompagnare la messa in sicurezza della rotta. Ha inoltre precisato che la presenza per la bonifica delle mine dovrebbe essere richiesta da Stati Uniti, Iran e Oman, così da garantirne legittimità e coordinamento operativo.

Trump ha commentato di non credere di “aver bisogno di molto aiuto”, sostenendo che l’accordo prevede l’apertura del passaggio, ma ha sollecitato la cooperazione europea sulle attività di sminamento. Giorgia Meloni ha espresso “forte apprezzamento” per il memorandum USA-Iran, ringraziando in particolare Qatar e Pakistan per la mediazione, e ha definito l’intesa “un’occasione di pace che va colta”. Per l’Italia restano irrinunciabili due principi: “l’Iran non può dotarsi dell’arma nucleare” e “la libertà di navigazione deve essere garantita”.

Roma ha aperto al coinvolgimento diretto in una missione navale di sminamento nello Stretto, ipotizzando l’impiego di circa 500 marinai, senza però indicare ancora le unità e le regole d’ingaggio. L’Italia porta in dote l’esperienza maturata con l’operazione europea Aspidesattiva tra Mar Rosso, Golfo di Aden e Golfo Persico a compiti difensivi, che potrebbe agevolare l’integrazione in un quadro multinazionale a guida europea con coordinamento transatlantico.

Ucraina: sanzioni al petrolio russo e pressioni su Putin

Nel capitolo ucraino, Trump ha annunciato la reintroduzione delle sanzioni sul settore petrolifero russo, affermando che “Russia ha a fare un accordo”. Ha riferito di aver parlato sia con Volodymyr Zelensky sia con Vladimir Putin, sostenendo che entrambi appaiono disponibili a una possibile iniziativa, senza tuttavia presentare una proposta concreta. I leader del G7 hanno mostrato apertura, condizionando il supporto a un equilibrato coinvolgimento europeo e alla tutela degli interessi strategici del continente.

Meloni ha definito “inaccettabile” l’aggressione russa e ha ribadito che il sostegno a Kiev resta centrale nei lavori del G7, indicando la negoziazione come unica strada per chiudere il conflitto. In un intervento alla Camera, ha chiesto “meno vertici ristretti e ridondanti sull’Ucraina” e una figura autorevole che rappresenti l’Unione Europea nei negoziati. Ha inoltre criticato il ministro israeliano Itamar Ben Gvir, invocando sanzioni per comportamenti “inaccettabili” verso cittadini italiani.

Diplomazia del summit e clima politico a Évian

Per consolidare la collaborazione con Washington e scongiurare strappi diplomatici, i leader europei hanno adottato una strategia di charme. Macron ha invitato Trump a cena al Palazzo di Versaillesdefinendo l’appuntamento “Versailles è la vera cosa”, mentre il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha donato al presidente americano una maglia della nazionale tedesca con il numero 47. Meloni ha avuto un incontro amichevole con Trump, e Zelensky ha mostrato l’immagine di una cattedrale colpita da un drone russo per sensibilizzare i presenti.

Il clima si è chiuso con un cauto ottimismo e con la prospettiva di stabilizzare il percorso su Iran e Ucraina in vista del prossimo vertice NATO ad Ankara, previsto per il mese successivo. Resta in agenda la verifica sul rispetto degli impegni del memorandum con Teheran, la messa in sicurezza del traffico in Hormuz e l’efficacia della nuova stretta sul petrolio russo, elementi che condizionano i mercati e la tenuta dell’alleanza occidentale.

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