Un gruppo WhatsApp chiamato “Staff Ticinese”, riconducibile a dipendenti ATM, è finito al centro di un’inchiesta dopo la scoperta di presunte chat in cui sarebbero stati condivisi fotogrammi estratti dalle telecamere di sorveglianza dei mezzi pubblici. Le immagini, secondo quanto emerso, ritraevano passeggeri – in particolare donne – e sarebbero state accompagnate da commenti sessisti.
Il caso, nato da una segnalazione su un tram milanese, ha portato all’apertura di indagini interne da parte dell’azienda e all’intervento delle autorità competenti.
Bufera Atm, chat sessiste degli autisti con foto di passeggere: avviata indagine interna
Il caso del gruppo WhatsApp denominato “Staff Ticinese” è emerso in modo del tutto casuale quando una passeggera, a bordo del tram 15 di Milano, ha notato sul telefono di un uomo seduto accanto a lei – un autista in pausa, riconoscibile dalla divisa aziendale – una serie di conversazioni interne a un gruppo di lavoro.
Da lì è partita la segnalazione che ha fatto emergere una vicenda poi diventata pubblica e oggetto di indagini.
Secondo quanto ricostruito, nella chat alcuni dipendenti ATM avrebbero condiviso immagini estratte dai sistemi di videosorveglianza installati sui mezzi pubblici, selezionando fotogrammi di donne a bordo dei tram (sedute o in piedi) per poi scambiarli su WhatsApp e accompagnarli con commenti sessisti e a sfondo erotico.
Nella ricostruzione giornalistica, come riportato da Sky Tg24, si legge che non si trattava di contenuti legati a sicurezza o servizio, ma di “fotogrammi su gambe, volti, seni e cosce di donne ignare di essere diventate carne da macello per un gruppo di uomini con la divisa dell’azienda”.
La vicenda è stata rilanciata anche dall’attivista e scrittrice Carlotta Vagnoli nella newsletter Rassegna Stanca e successivamente ripresa da diverse creator e testate online. In particolare, viene riportato che “La ragazza ha notato un fitto scambio di immagini che, a un secondo sguardo, ha capito essere fotogrammi delle riprese dei video del circuito di sorveglianza in disposizione a ogni tram e usato per garantire la sicurezza di autisti e passeggeri”.
Bufera Atm, chat sessiste degli autisti con foto di passeggere: l’intervento del sindaco Sala
Dopo la diffusione della segnalazione, ATM ha avviato un’indagine interna e ha dichiarato di aver già presentato denuncia alla Polizia Locale per l’uso improprio delle immagini provenienti dalle telecamere di bordo, annunciando inoltre un esposto al Garante per la Privacy. In una nota ufficiale l’azienda avrebbe sottolineato: “Atm si è prontamente attivata con la massima attenzione per fare piena luce sull’episodio, per verificare il corretto uso degli strumenti aziendali, per tutelare i clienti e le migliaia di dipendenti corretti che lavorano ogni giorno al servizio della città. Crediamo fermamente nel rispetto come valore fondante e non negoziabile. Agiremo in ogni sede opportuna rispetto a qualsiasi irregolarità commessa”.
Il caso ha attirato l’attenzione della magistratura e del Garante della Privacy anche grazie a un esposto del Codacons, che ha chiesto di verificare eventuali reati, compresa l’ipotesi di revenge porn. Il presidente Codacons Lombardia, Marco Maria Donzelli, avrebbe dichiarato: “Si tratta di un episodio gravissimo sul quale è necessario fare chiarezza perché se confermati i fatti così come emersi ci troveremmo di fronte a pesanti illeciti sanzionati dal nostro codice penale, che aprirebbero tra l’altro la strada ad azioni risarcitorie in sede civile da parte delle vittime”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Milano Beppe Sala che, come riportato da Milano Today, ha chiesto provvedimenti severi: “Atm deve far luce ma deve anche intervenire, e se verranno individuati dei responsabili non ci siano interventi che rimettano coloro che hanno fatto queste cose in condizione di nuocere ancora”. Ha poi aggiunto: “Supponiamo che si tratti di reati, quindi le mie indicazioni ad Atm sono di essere certamente incisivi in analisi e duri anche nei provvedimenti da prendere”.
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