Alessandro De Giuseppe, inviato de Le Iene, sarà processato per diffamazione aggravata nei confronti dell’avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia di Chiara Poggi. Al centro del procedimento ci sono alcuni servizi sul caso Garlasco nei quali sarebbe stato insinuato un presunto passaggio di atti riservati ad Andrea Sempio.
Garlasco, De Giuseppe de Le Iene a processo per diffamazione
Come riportato dall’Adnkronos, l’inviato de Le Iene Alessandro De Giuseppe dovrà affrontare un processo per diffamazione aggravata ai danni di Gian Luigi Tizzoni, storico legale della famiglia di Chiara Poggi. Al centro dell’inchiesta ci sono alcuni servizi trasmessi su Italia 1 nel 2025, nei quali, secondo l’accusa, sarebbero stati utilizzati “toni allusivi e insinuanti” nei confronti dell’avvocato.
In particolare, a De Giuseppe sarebbe stato contestato di aver alimentato nel pubblico il sospetto che Tizzoni avesse consegnato ad Andrea Sempio, oggi indagato per l’omicidio di Garlasco, alcuni “atti asseritamente riservati”, così da favorire la sua “strategia difensiva”. Le trasmissioni finite nel procedimento sarebbero Garlasco: una scoperta nelle intercettazioni, andata in onda l’8 aprile 2025, Cosa ha detto veramente il supertestimone, del 20 maggio, e Garlasco: ecco chi è il nostro supertestimone, trasmessa il 27 maggio dello stesso anno.
La querela presentata da Tizzoni ha dato origine agli accertamenti della Procura di Milano. La pm della Direzione distrettuale antimafia Sara Ombra avrebbe quindi disposto la citazione diretta a giudizio e fissato la prima udienza per il 20 novembre, davanti all’11esima sezione penale del Tribunale di Milano.
Garlasco, a processo giornalista de Le Iene: le accuse contro Alessandro De Giuseppe
Nelle querele, Tizzoni contesta la ricostruzione proposta nei servizi e precisa di non aver avuto alcun accesso privilegiato al fascicolo, nonostante alcune ricostruzioni giornalistiche avessero sostenuto il contrario. Il legale definisce le affermazioni di De Giuseppe “allusive e denigratorie”, oltre che caratterizzate da toni “faziosi e strumentali”, sostenendo che la tesi sarebbe stata presentata “senza essere verificata” e con l’obiettivo di farlo apparire “colpevole di favoreggiamento”. Secondo Tizzoni, inoltre, la diffusione di tali contenuti avrebbe avuto conseguenze ulteriori a causa dell’odio sui social.
Di diverso avviso la difesa dell’inviato, rappresentato dall’avvocato Stefano Toniolo: De Giuseppe ha rinunciato all’interrogatorio e depositato una memoria, sostenendo che quanto raccontato nei servizi “rispecchia oggettivamente – senza forzature né mistificazioni – quanto appreso nell’attività d’inchiesta”. Secondo la sua versione, inoltre, le dichiarazioni della madre di Sempio non sarebbero state presentate come “verità assolute”, ma attraverso “toni dubitativi”. La richiesta di archiviazione avanzata dalla difesa sarebbe stata respinta.
