Il progetto Power of Siberia 2 è un’opera strategica per Mosca, come alternativa ai mercati europei. Affiancherebbe il progetto Power of Siberia 1.
Gasdotto Russia Cina: cosa prevede il progetto Power of Siberia 2
Vladimir Putin si è recato a Pechino per incontrare il presidente cinese Xi Jinping. I due hanno parlato anche del futuro del gasdotto Power of Siberia 2.
L’infrastruttura è progettata per trasportare 50 miliardi di metri cubi di gas ogni anno, per un percorso di 2.600 chilometri. Si tratta di un’opera strategica per Mosca, come alternativa ai mercati europei. Andrebbe ad affiancare il già esistente Power of Siberia 1, che lo scorso anno ha trasportato 38 miliardi di metri cubi di gas.
La Russia ha parlato di “discussioni serie e molto dettagliate” con Putin che spera di finalizzare un accordo definitivo. I negoziati sembrano avere riscontro positivo. Il blocco dello Stretto di Hormuz si è prolungato e minaccia le rotte marittime tramite cui transita un terzo del petrolio e il 25% del gas importato da Pechino. Questa situazione delicata ha spinto il governo cinese a valutare il nuovo gasdotto russo come priorità.
Gasdotto Russia Cina: il nodo centrale dei negoziati è il prezzo
Per quanto la Cina stia valutando il progetto tra le priorità per i prossimi quattro anni, l’intesa sarebbe molto importante anche per Mosca, che deve compensare il calo delle esportazioni verso l’Europa, crollate dopo l’invasione dell’Ucraina. Per il momento da Pechino non sono arrivate comunicazioni ufficiali di conferma della firma e i cantieri sono fermi.
Il nodo principale dei negoziati è il prezzo, in quanto Pechino vuole pagare il gas alle stesse condizioni del mercato interno russo, mentre Mosca pensa a una formula di mercato simile a quella del primo Power of Siberia. Come riportato da Sky Tg24, i tempi di realizzazione saranno lunghi. Gli analisti di S&P global sono convinti che un avvio operativo dell’infrastruttura non partirà prima della fine del 2031.