La guerra in Iran non avrà un impatto pesante solo sul greggio e quindi sui prodotti raffinati che noi utilizziamo per i nostri mezzi di trasporto come auto o motociclette, l’aumento è sotto gli occhi di tutti, ma anche a livello commerciale in particolare per prodotti fondamentali in ogni carrello della spesa, come frutta e verdura.
Cosa porta la chiusura dello stretto di Hormuz a livello commerciale
La chiusura dello Stretto di Hormuz, confermata da Mojtaba Khamenei non porta solo difficoltà di rifornimenti per il greggio ma soprattutto problemi per quanto concerne l’agricoltura a livello mondiale.
Da quell’angolo d’acqua passano le navi contenenti i fertilizzanti che vengono utilizzati per le coltivazioni di frutta e verdura in ogni angolo del mondo. Privarsene vuol dire vedere un aumento esponenziale del carrello della spesa.
Naturalmente non ce ne accorgiamo adesso ma se il conflitto andrà avanti, come purtroppo probabile, ne faremo le conseguenze in estate.
I prodotti che non potremo più acquistare
Nel giro dei prossimi mesi, come riportato da The Social Post verranno a mancare i composti chimici come urea, fosfati e zolfo, fondamentali per l’agricoltura nostrana e non solo, questa assenza colpisce nel momento di maggiore produttività con l’avvicinarsi della semina primaverile.
Le difficoltà di lavoro degli agricoltori si ripercuoteranno inevitabilemente sui clienti che vedranno schizzare verso l’alto i prezzi di frutta e verdura con aumenti che toccheranno il 50% in più.
Per molte famiglie questo vorrà dire rinunciare all’acquisto di frutta e verdura a causa dell’inflazione alimentare. Inoltre il vero problema è che per i fertilizzanti e gli agenti chimici non c’è uno stock di riserva quindi minore semina vuol dire minor prodotto a disposizione per l’utente finale.
Ecco quindi un altro problema causato dal conflitto con cui dovremo prepararci a convivere, con l’unica certezza di ritrovarci alla cassa uno scontrino pesantmente lievitato che aggrava una situazione già complessa.