La guerra in Iran entra in una nuova fase critica, con missili lanciati da Teheran che colpiscono Gerusalemme e raid israeliani che rispondono su Beirut e altre zone strategiche. Questo escalation militare, tra attacchi diretti, arresti di presunte spie e tensioni diplomatiche, rende la regione del Medio Oriente sempre più instabile, sottolineando come il conflitto tra Iran e Israele non sia solo locale, ma abbia ripercussioni sulla sicurezza globale.
Reazioni internazionali e raid in Medio Oriente
Gli sviluppi militari in Medio Oriente hanno spinto il presidente francese Emmanuel Macron a convocare un nuovo consiglio di difesa e sicurezza nazionale sulla situazione in Iran e nella regione, come annunciato dal Palazzo dell’Eliseo. L’incontro riunisce ministri e funzionari responsabili della sicurezza e segue le richieste di assistenza del presidente statunitense Donald Trump per la protezione dello Stretto di Hormuz.
La situazione rimane instabile anche negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar: diverse esplosioni hanno scosso Dubai e Doha, con il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti che ha confermato di aver intercettato un attacco missilistico. A Dubai, un allarme diramato tramite cellulare ha invitato i residenti a “cercare immediatamente riparo” per minacce missilistiche potenziali.
Sul fronte libanese, raid aerei israeliani hanno colpito tre quartieri di Beirut, tra cui Kafaat, Haret Hreik e una residenza in Venice Street, secondo l’agenzia di stampa nazionale libanese: “Una serie di raid e bombardamenti di artiglieria hanno preso di mira le città meridionali all’alba”.
Guerra Iran, missili caduti a pochi metri dall’ufficio del premier Netanyahu
Nell’ultimo attacco lanciato dall’Iran, una grossa scheggia di missile sarebbe caduta vicino all’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme, come documentano le foto diffuse dai soccorritori. I vigili del fuoco hanno pubblicato immagini di un massiccio frammento di missile precipitato su un’abitazione nella Città Santa, mentre anche la sede di una grande scuola ebraica è stata danneggiata.
Secondo i soccorritori, un uomo di 42 anni avrebbe riportato ustioni da schegge incandescenti. L’agenzia Tass, citando la tv iraniana Snn, ha confermato che i missili sono caduti a pochi metri dall’ufficio del premier. Contestualmente, diverse sirene hanno allertato i residenti del centro di Israele: “Il personale sanitario è intervenuto per soccorrere persone rimaste contuse o spaventate mentre si dirigevano verso i rifugi”, ha riportato The Jerusalem Post.
Intanto, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato l’arresto di dieci “spie straniere”, accusate di raccogliere informazioni su siti sensibili e infrastrutture economiche, o di far parte di un “gruppo terroristico monarchico”, secondo Isna. La tensione nella regione si estende anche agli Emirati Arabi Uniti, dove l’Autorità britannica per le operazioni marittime commerciali ha segnalato che una petroliera è stata colpita a est di Fujairah da un’arma non identificata: i danni sono stati lievi e nessuno dell’equipaggio è rimasto ferito, secondo Ynet.