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Nuova Guida Suprema in bilico in Iran, dubbi sulla salute di Mojtaba Khamenei: "Gravemente ferito"

Guerra Iran Guida Suprema

Mojtaba Khamenei, nuova Guida Suprema: tra ombre di salute, pressioni internazionali e intensificazione della guerra in Iran. Ecco cosa emerge.

La nomina di Mojtaba Khamenei a Guida Suprema dell’Iran segna l’inizio di un periodo estremamente delicato. La successione, avvenuta dopo la morte dell’ayatollah Ali Khamenei durante un raid, si inserisce in un contesto segnato da una crescente guerra geopolitica che coinvolge Stati Uniti e Israele. Su Mojtaba grava il sospetto di essere rimasto ferito nello stesso attacco che ha ucciso il padre, una condizione che potrebbe minare la sua autorità ancora prima di consolidare il potere.

Il patrimonio immobiliare a Londra di Mojtaba Khamenei

Oltre al ruolo politico, Mojtaba Khamenei avrebbe ereditato dal padre anche un importante patrimonio immobiliare nel Regno Unito. Secondo Bloomberg, il nuovo leader possiederebbe almeno tredici proprietà a Londra, per un valore stimato di circa 250 milioni di euro. Il portafoglio includerebbe undici ville nel quartiere di Hampstead e due appartamenti di lusso vicino a Kensington Palace e all’ambasciata israeliana.

Gli immobili sarebbero stati acquistati tra il 2013 e il 2016 tramite l’oligarca iraniano Ali Ansari come prestanome. Questa rete di proprietà ha attirato l’attenzione delle autorità britanniche, che temono possibili utilizzi legati ad attività di intelligence.

Dopo le sanzioni contro Ansari, il governo britannico ha posto sotto sequestro i due appartamenti di Kensington, ma restano sospetti sul loro possibile impiego per operazioni di sorveglianza. Come ha osservato un esperto citato dal Daily Mail: “Non è un portafoglio di proprietà, è una piattaforma di sorveglianza permanente“.

Guerra in Iran, mistero sulla nuova Guida Suprema: “È gravemente ferito”

L’ascesa di Mojtaba Khamenei alla guida della Repubblica islamica è avvenuta senza cerimonie né manifestazioni pubbliche. La sua proclamazione a Guida Suprema dell’Iran si è svolta lontano dai riflettori, in un contesto segnato dalla morte del padre, l’ayatollah Ali Khamenei, ucciso in un raid. Sulla successione pesa però un elemento di forte incertezza: diverse indiscrezioni sostengono che Mojtaba possa essere rimasto gravemente ferito nello stesso attacco. Se così fosse, la sua autorità rischierebbe di essere messa in discussione ancora prima di consolidarsi. I dubbi sono stati alimentati anche dalle dichiarazioni provenienti dagli Stati Uniti. Interrogato sulla salute del nuovo leader iraniano, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha evitato commenti diretti: “È qualcosa che non posso commentare al momento“. Il silenzio ha rafforzato le speculazioni sulla sua prolungata assenza dalla scena pubblica.

La nomina è stata accolta con forte scetticismo anche dalla Casa Bianca. Donald Trump ha espresso apertamente la propria contrarietà dichiarando: “Non credo che possa vivere in pace“. In un’altra occasione ha ribadito il suo giudizio con parole altrettanto nette: “Non sono contento“. Parlando con il New York Post ha poi liquidato le domande sulle minacce rivolte ai successori di Ali Khamenei dicendo: “Non ve lo dico. Non sono contento di lui“. A Nbc News ha aggiunto: “Penso abbiano commesso un grosso errore“, precisando di non sapere “se durerà“.

Anche all’interno dell’Iran la posizione del nuovo leader appare incerta. L’elezione da parte di un’Assemblea degli Esperti divisa ha alimentato polemiche e accuse di successione dinastica. I Pasdaran e le milizie alleate hanno dichiarato fedeltà, ma una parte del clero sciita contesta la legittimità della procedura. In questo quadro già fragile, i dubbi sulle condizioni fisiche di Mojtaba rischiano di diventare il principale punto debole della sua leadership.