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Il nuovo tondo di Papa Leone XIV illumina la Basilica di San Paolo: un capolavoro da scoprire

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La Basilica di San Paolo fuori le Mura, un capolavoro architettonico, riaccoglie la luce in onore di Papa Leone XIV, riportando in vita una tradizione secolare di celebrazione dei Pontefici.

Un evento significativo ha avuto luogo nella storica basilica di San Paolo fuori le Mura, dove il nuovo ritratto di Papa Leone XIV è stato finalmente svelato. Dopo un lungo periodo di attesa, il tondo che rappresenta il pontefice, eletto l’8 maggio scorso, è stato illuminato in concomitanza con la celebrazione dei Vespri per la solennità della conversione di San Paolo, attirando l’attenzione di numerosi fedeli.

Il tondo musivo, realizzato dallo Studio del Mosaico Vaticano, è stato posizionato in un luogo di rilievo, accanto al ritratto di Papa Francesco nella navata destra della basilica. Questo momento segna la fine di un periodo di oscurità, iniziato con la morte di Papa Francesco, il cui ritratto era stato spento, lasciando la galleria dei Papi priva della sua luce caratteristica.

Un simbolo di continuità e tradizione

L’illuminazione del tondo di Papa Leone XIV non è solo un evento isolato, ma rappresenta un rinvigorimento di una tradizione secolare che accompagna ogni nuova elezione papale. Attualmente, i tondi che adornano la basilica sono 267, ed è consuetudine che solo il ritratto del pontefice attuale venga illuminato, permettendo così ai visitatori di ammirarlo facilmente anche da lontano.

Origini storiche della galleria dei Papi

Questa tradizione ha radici profonde, risalenti al 1847, durante il pontificato di Pio IX, quando si decise di decorare la basilica con tondi musivi, in seguito all’incendio che distrusse gran parte della struttura. I ritratti dei pontefici, realizzati in mosaico su sfondo dorato, sono stati creati per mantenere viva la memoria dei leader spirituali che hanno guidato la Chiesa nel corso dei secoli.

La realizzazione del tondo di Leone XIV

Il nuovo tondo, con un diametro di 137 centimetri, è stato realizzato utilizzando smalti vetrosi e ori, seguendo la tradizionale tecnica del mosaico tagliato. L’opera è stata concepita a partire da un bozzetto pittorico del maestro Rodolfo Papa, progettato per essere trasposto in mosaico. Questo passaggio da pittura a mosaico richiede una particolare attenzione, per garantire che il volto del pontefice risulti ben leggibile anche da una distanza considerevole.

Il processo creativo di Rodolfo Papa

Rodolfo Papa, l’artista dietro il ritratto, ha affrontato questa sfida con un approccio metodico e riflessivo. Ha studiato attentamente i ritratti precedenti e ha incluso nel suo lavoro dettagli che catturano l’umanità e l’affabilità di Papa Leone XIV. Per Papa, è stato fondamentale trasmettere non solo l’autorità del suo ruolo, ma anche il suo aspetto umano, creando un’immagine che risuona con i fedeli.

Prospettive future e significato del tondo

La tradizione dei tondi musivi non è solo un modo per celebrare i pontefici, ma anche un verso della storia della Chiesa. Secondo una leggenda, il ritorno di Cristo avverrà quando non ci sarà più spazio per nuovi ritratti, portando Giovanni Paolo II a far realizzare ulteriori tondi per garantire che la galleria potesse continuare. Attualmente, sono ancora disponibili 25 medaglioni per futuri papi.

Il tondo di Leone XIV, ora collocato accanto a quello di Papa Francesco, rappresenta un momento di continuità nella storia della Chiesa, unendo passato e presente in un’unica visione. La luce che ora illumina il ritratto di Leone XIV simboleggia speranza e un futuro luminoso per la comunità cattolica.