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Iran: Bilancio Allarmante delle Vittime nelle Manifestazioni

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Le proteste in Iran hanno causato stime di migliaia di vittime, un bilancio tragico e senza precedenti che segna un momento critico nella storia recente del paese.

Le recenti manifestazioni in Iran hanno sollevato preoccupazioni a livello internazionale, con rapporti che indicano un numero di vittime senza precedenti. Secondo la rivista Time, funzionari anonimi del ministero della Salute iraniano hanno suggerito che fino a 30.000 persone potrebbero essere decedute nei primi due giorni di protesta, un dato che supera di gran lunga le cifre ufficiali rilasciate dal governo iraniano.

Questa situazione è emersa in seguito a manifestazioni contro il regime, scaturite da un malcontento diffuso per la crisi economica e la repressione delle libertà civili. Le proteste, iniziate l’8 gennaio, hanno visto una risposta violenta da parte delle autorità, portando a una grave escalation di violenza.

Un bilancio tragico

Le stime fornite da Iran International, un canale di opposizione basato a Londra, parlano di oltre 36.500 morti tra i manifestanti. Queste informazioni sono state ottenute grazie a documenti riservati e testimonianze dirette di medici e familiari delle vittime. Questa ondata di violenza rappresenta il più grande massacro di civili in Iran, avvenuto in un periodo così breve.

Testimonianze dal campo

Molti medici e soccorritori che hanno assistito agli eventi hanno confermato la gravità della situazione. Si segnala che, tra l’8 e il 9 gennaio, sono stati utilizzati camion per il trasporto delle vittime poiché le ambulanze erano insufficienti. Inoltre, i sacchi per cadaveri sono rapidamente esauriti, testimoniando l’entità della crisi umanitaria in atto.

Repressione e controllo dell’informazione

Le autorità iraniane hanno cercato di limitare la diffusione di informazioni riguardanti le manifestazioni, imponendo un blackout su Internet che ha ostacolato la comunicazione tra i cittadini e il resto del mondo. Questo blackout ha reso difficile raccogliere dati accurati sulle vittime, con le organizzazioni per i diritti umani che stimano un numero di arresti che varia da 3.000 a 20.000.

Il portavoce della giustizia iraniana ha avvertito che molti dei manifestanti potrebbero affrontare processi rapidi, e che alcuni reati potrebbero essere puniti con la pena di morte. Questa situazione ha suscitato preoccupazione a livello globale, con richieste di intervento da parte di leader internazionali.

Le reazioni internazionali

Leader come Donald Trump hanno espresso solidarietà ai manifestanti, dichiarando che ogni attacco contro di loro potrebbe portare a una risposta dagli Stati Uniti. La comunità internazionale segue con apprensione gli sviluppi, mentre i cittadini iraniani continuano a lottare per i loro diritti.

In questo contesto, il presidente iraniano ha avvertito che un attacco alla Guida Suprema sarebbe considerato una dichiarazione di guerra, evidenziando la tensione crescente tra il governo e i manifestanti. La situazione rimane tesa, con molti cittadini che cercano di far sentire la propria voce nonostante le severe repressioni.