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Iran, Meloni sente Macron: “Sostegno ai Paesi del Golfo"

meloni e macron impegno comune per il golfo cipro e per evitare lescalation in libano 1772711589

Dalla conversazione telefonica emerge la volontà di Italia e Francia di sostenere i Paesi del Golfo colpiti e di lavorare per evitare un'escalation militare in Libano

Giorgia Meloni e Emmanuel Macron si sono sentiti al telefono per fare il punto sulla crisi legata all’Iran e sulle sue ricadute a livello regionale e globale. Secondo la nota di Palazzo Chigi, il colloquio ha avuto al centro soprattutto il rischio per le rotte marittime — in particolare lo Stretto di Hormuz — e la necessità di tutelare la libertà di navigazione nelle acque del Golfo. I due leader hanno convenuto sull’urgenza di un coordinamento tra partner europei per gestire insieme le conseguenze politiche e umanitarie dell’escalation.

Un quadro più ampio
Negli ultimi giorni la tensione è cresciuta, alimentando timori per la sicurezza del traffico mercantile e per la protezione dei civili. Per questo motivo Meloni e Macron hanno richiamato l’attenzione su due priorità: mantenere aperte le rotte commerciali e contenere gli effetti sugli abitanti della regione. L’intento condiviso è costruire un quadro operativo che unisca pressione diplomatica e misure comuni per garantire la continuità dei trasporti marittimi.

Cooperazione politica e diplomatica
I due capi di governo hanno stabilito di restare in contatto ravvicinato, scambiandosi aggiornamenti costanti per calibrare una risposta coordinata. L’azione prevista combina iniziative multilaterali e strumenti europei e internazionali, evitando interventi unilaterali che potrebbero aggravare la situazione. Particolare attenzione è riservata al Libano, dove un’ulteriore escalation potrebbe avere effetti rapidi e destabilizzanti.

La dimensione marittima ed energetica
Il rischio maggiore riguarda la navigazione nello Stretto di Hormuz: qualsiasi interruzione o minaccia alle petroliere può tradursi in rincari dell’energia e turbolenze nelle catene di approvvigionamento. Per questo motivo i leader hanno sottolineato l’importanza di intensificare il monitoraggio delle rotte e di proteggere navi civili e commerciali. La tutela del traffico marittimo non è solo un tema strategico, ma una questione che impatta direttamente sui bilanci nazionali, sulle imprese e sulle famiglie.

Effetti economici e misure di risposta
Un aumento dei pattugliamenti e delle misure di sicurezza sulle vie marittime ha conseguenze immediate sui mercati: mobilità ridotta, costi di trasporto più alti e pressioni sui prezzi dell’energia. Per attenuare questi effetti, Italia e Francia puntano a una cooperazione diplomatica serrata con gli altri Paesi europei, calibrando interventi che limitino l’impatto sui bilanci pubblici e sull’economia reale. La sicurezza energetica entra così nelle decisioni politiche a breve termine.

Prevenire l’allargamento del conflitto
Sul tavolo c’è anche la preoccupazione per un possibile coinvolgimento del Libano e per la protezione dei Paesi vicini, con Cipro indicata come area da vigilare sia per ragioni difensive che per la salvaguardia delle rotte energetiche. Meloni e Macron favoriscono aperture diplomatiche con attori regionali e internazionali e sostengono la creazione di corridoi umanitari dove necessario, per ridurre l’impatto sui civili e sulle infrastrutture critiche.

Passi pratici e prossime mosse
Operativamente, la strategia prevede un rafforzamento del coordinamento con organismi multilaterali e un monitoraggio congiunto delle aree più sensibili. Nei prossimi giorni sono attesi ulteriori contatti bilaterali e consultazioni multilaterali per definire misure condivise e aggiornare le valutazioni operative. L’obiettivo dichiarato rimane chiaro: mantenere aperti i canali di dialogo, sostenere i Paesi del Golfo colpiti e garantire la libertà di navigazione senza alimentare ulteriori tensioni.