La città di Gemona del Friuli è stata teatro di una mattinata densa di significato quando la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata con una partecipazione non annunciata al raduno del Terzo Raggruppamento Alpini del Triveneto. L’evento, che si svolge nel contesto del 50° anniversario del terremoto che colpì il Friuli nel 1976ha raccolto migliaia di penne nere, famiglie e visitatori attorno ai valori di memoria e servizio.
La visita a sorpresa e gli omaggi istituzionali
La premier è giunta a Gemona accompagnata dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ed è stata accolta dal sindaco Roberto Revelant. Prima di inserirsi nella manifestazione, ha voluto rendere omaggio al Labaro nazionale dell’ANA e al gonfalone della città, gesto che ha segnato la sua presenza ufficiale alla sfilata.
Durante il passaggio in piazza ha salutato la folla e ricevuto gli applausi dei presenti, rafforzando il tono commemorativo della giornata.
Un riconoscimento alle penne nere
Nel corso della visita la presidente ha consegnato un riconoscimento al presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, un atto che la premier stessa ha definito come estensione di gratitudine a tutte le sezioni presenti.
Meloni ha sottolineato come le Alpini siano una «certezza» per le istituzioni, grazie al loro impegno volontario e alla loro presenza nelle emergenze e nelle grandi occasioni, citando in particolare l’attività svolta durante le Olimpiadi.
La sfilata, la partecipazione e il ricordo del terremoto del 1976
La marcia del raduno ha attraversato il centro cittadino fra fanfare, labari e bandiere tricolori: oltre 25 mila alpini hanno preso parte alla chiusura della tre giorni dedicata alle penne nere. La presenza delle sezioni che attivarono i cantieri lavoro per la ricostruzione del Friuli ha dato alla manifestazione un forte legame con gli eventi del 1976ricostruendo la trama storica dell’impegno civile e della solidarietà che seguì il terremoto.
Voci e immagini della memoria
Il raduno ha raccolto anche le sezioni estere dell’ANA e ha riservato momenti pubblici di commozione: il rito dell’alzabandiera, la deposizione di una corona al monumento ai Caduti e l’esecuzione dell’Inno d’Italia in piazza del Municipio hanno scandito la giornata. Tra gli intervenuti alle cerimonie figurano il prefetto di Udine Domenico Lioneil senatore Marco Dreostola deputata Isabella De Monte e l’europarlamentare Anna Maria Cisint.
Molti anziani alpini hanno ricordato il lavoro manuale e il sacrificio di quinta decennio fa: testimonianze di chi scavava «a mani nude per salvare i sopravvissuti» hanno riportato la memoria collettiva all’impegno concreto mostrato durante le operazioni di soccorso e ricostruzione.
Organizzazione, partecipazione civica e ruolo delle imprese locali
L’assemblea delle sezioni estere e le attività organizzative hanno trovato ospitalità anche in strutture private: il presidente di un gruppo industriale locale ha preso parte all’evento e ha ospitato momenti conviviali, sottolineando come la manifestazione non fosse soltanto celebrazione ma anche occasione per ribadire il legame tra comunità, imprese e valori delle penne nere. Le sezioni estere hanno ricevuto riconoscimenti per il contributo storico e la continuità nella partecipazione.
Il presidente nazionale dell’ANA ha ribadito il ruolo dell’Associazione nel tramandare valori quali la solidarietà, il senso del dovere e l’aiuto reciproco, auspicando che queste testimonianze continuino a essere presenti sul territorio come patrimonio di riferimento per le nuove generazioni. Per Gemona il raduno ha rappresentato un momento di rinascita simbolica, legato a doppio filo con la vicenda storica del terremoto del 1976.
La partecipazione della presidente del Consiglio ha aumentato la visibilità dell’evento e ha contribuito a concentrare l’attenzione pubblica sulla memoria storica del Friuli Venezia Giulia e sul ruolo permanente dei volontari e delle associazioni nella vita civile della regione.
