L’Italia affronta un’ondata di calore che segna livelli di allerta elevati in numerose città. Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Milano, Perugia, Rieti e Torino sono state classificate con bollino rosso per il rischio legato alle alte temperature, mentre altre località segnano bollini arancioni e gialli. L’origine della fase calda è l’azione dell’anticiclone africano che sta interessando l’intera penisola e buona parte dell’Europa centro-occidentale.
Il fenomeno provoca giornate molto calde e notti tropicali nelle aree urbane: si prevedono valori massimi compresi tra 35 e 37 gradi nelle regioni settentrionali e minime che in zona urbana difficilmente scenderanno sotto i 25 gradi creando condizioni di grave disagio termico.
Incidenza sulla Pianura Padana e durata prevista
Le regioni più interessate sono Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, dove il caldo persisterà sulla Pianura Padana almeno fino al primo weekend di luglio.
In queste aree le giornate raggiungeranno temperature elevate e le notti rimarranno calde, favorendo il fenomeno delle cosiddette notti supertropicali con minime spesso superiori ai 25 °C.
Picchi termici e confronto con le medie
Si segnalano punte di temperatura che in alcune zone interne possono avvicinarsi ai 40 gradi, con un’azione combinata di umidità e calore che aumenta la temperatura percepita.
I dati storici indicano come alcune estati mostrino anomalie termiche già a giugno: il CNR documenta un’anomalia di +3,02 gradi nel giugno dello scorso anno rispetto al trentennio 1991-2026, mentre nello stesso anno agosto registrò un’anomalia di +0,69 gradi.
Gli esperti richiamano l’attenzione sui rischi associati all’esposizione prolungata al caldo. Il direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano, Fabrizio Pregliasco sottolinea che il fenomeno evidenzia come il caldo intenso non sia più confinato ai mesi centrali dell’estate e si manifesti con maggiore frequenza già a giugno. L’esposizione alle alte temperature può favorire disidratazione, colpi di calore e l’aggravamento di patologie cardiovascolari, respiratorie e metaboliche in particolare tra anziani e persone fragili.
Misure di prevenzione raccomandate
Tra le indicazioni pratiche vi è l’utilizzo di ambienti climatizzati quando possibile, il mantenimento di una corretta idratazione e la limitazione dell’attività fisica nelle ore più calde della giornata. Pregliasco avverte inoltre che prepararsi al caldo non può più essere un’attività limitata a luglio e agosto suggerendo di anticipare i sistemi di allerta e le campagne informative già dall’inizio di giugno per tutelare la popolazione più vulnerabile.
Contesto europeo e tendenza climatica
L’ondata non risparmia il resto d’Europa: nel 2026 si è registrato un forte riscaldamento globale che rende la tendenza in corso particolarmente preoccupante. Dati recenti indicano che il periodo 2026-2026 potrebbe presentare una temperatura media globale tale da superare la soglia di 1,5 °C un evento di rilievo rispetto agli Accordi di Parigi. L’incremento delle ondate di calore ha ricadute sulla salute pubblica, con un aumento di mortalità e ricoveri durante gli episodi più intensi.
Le autorità locali e nazionali mantengono i monitoraggi attivi e segnalano la necessità di attenzione verso gli anziani, le persone con patologie croniche e gli animali domestici, oltre alla cura della conservazione degli alimenti durante le ondate di calore.
