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Secondo una ricerca recente condotta da JobStep.it, nel 2025 oltre il 70% delle candidature non ha ricevuto alcun feedback. Il problema a cui stiamo assistendo oggi non è la mancanza di lavoro, ma il cambiamento dei processi di selezione.
La ricerca di lavoro in Italia sta attraversando una trasformazione profonda. Non è ferma, non è bloccata: è cambiata. E chi continua a muoversi con gli strumenti di ieri rischia oggi di restare invisibile.
A evidenziarlo è la ricerca di JobStep.it, condotta durante l’intero 2025, che ha analizzato circa 1.200 candidature, 48 processi di selezione, 150 professionisti e 20 aziende, osservando il mercato sia dal punto di vista dei candidati sia da quello delle imprese.
Il dato più immediato è chiaro: circa il 72% delle candidature inviate non riceve alcuna risposta.
Candidarsi funziona meno, ma non perché manchino i lavori
Contrariamente a una percezione diffusa, il problema non è la scarsità di opportunità.
Le aziende continuano a pubblicare annunci, ma i processi di selezione sono diventati più complessi, più lunghi e più filtrati.
Secondo l’osservazione condotta da JobStep.it nel corso del 2025, il tempo medio dei processi di selezione risulta sensibilmente aumentato rispetto agli anni precedenti, con iter più frammentati, un maggior numero di passaggi decisionali e un utilizzo crescente di sistemi di screening automatico. Una dinamica che risulta coerente anche con quanto evidenziato da recenti report internazionali sul recruiting, secondo cui una quota significativa delle candidature viene filtrata prima di arrivare a una valutazione umana.
Il risultato è un paradosso tipico dell’economia digitale: più candidature vengono inviate, meno CV vengono realmente letti.
Il limite strutturale della candidatura tradizionale
La candidatura online resta uno strumento necessario, ma oggi non è più sufficiente se usata da sola.
La ricerca JobStep.it mostra che affidarsi esclusivamente agli annunci espone i candidati a tre rischi principali:
- competere con centinaia di profili simili
- essere filtrati da sistemi ATS prima della valutazione umana
- non ricevere alcun feedback, anche a fronte di profili qualificati
Per questo parlare di “candidature che non funzionano più” è riduttivo.
Funzionano, ma solo se inserite in una strategia più ampia.
La nuova ricerca del lavoro: da candidati a profili riconoscibili
Nel mercato del lavoro digitale non vince chi invia più CV, ma chi si muove meglio. Comprendere come funzionano i processi di selezione, farsi trovare e accedere anche alle opportunità che non finiscono online è oggi una competenza chiave.
Sempre più professionisti affiancano alla candidatura tradizionale percorsi di orientamento e career coaching, per lavorare sul proprio posizionamento e affrontare il mercato in modo più strategico.
«In un mercato del lavoro sempre più digitale, la differenza non è tra chi riceve o meno una risposta, ma tra chi subisce il cambiamento e chi impara a leggerlo.
La ricerca di lavoro cambia, e con essa devono cambiare strumenti e approccio.»
Rocco Cutrupi
Career Coach e Founder JobStep.it
Secondo il career coach, oggi la ricerca di lavoro non è diventata più difficile, ma più selettiva. Il CV resta uno strumento necessario, ma non è più sufficiente: è parte di una strategia più ampia. A contare sempre di più sono posizionamento, riconoscibilità e capacità di intercettare le opportunità prima ancora della fase di valutazione formale.
Come è stata condotta la ricerca JobStep Insights 2025
La Ricerca JobStep Insights si basa su un’analisi strutturata delle dinamiche di candidatura e selezione nel mercato del lavoro italiano, osservate sia dal lato candidato sia dal lato azienda.
Lo studio è stato condotto continuativamente durante il 2025 e pubblicato nel 2026, con l’obiettivo di individuare trend ricorrenti e cambiamenti strutturali nei processi di recruiting.
Il campione analizzato comprende:
- circa 1.200 candidature
- 48 processi di selezione completi
- 150 professionisti coinvolti
- 20 aziende di dimensioni e settori differenti
Fonti e metodologia:
- osservazione diretta dei processi di candidatura lato candidato
- analisi dei flussi di selezione lato azienda
- attività di career coaching e advisory su casi reali
- confronti strutturati con HR, recruiter e hiring manager
I dati sono aggregati e anonimizzati. La ricerca non valuta singole aziende o candidati, ma le dinamiche di processo, offrendo una lettura dei cambiamenti in atto nella ricerca di lavoro in Italia.