La Corte d’Appello di Milano ha assolto Lara Comi, ex europarlamentare di Forza Italia, dalle accuse di corruzione e truffa legate al caso “Mensa dei Poveri”, riducendo drasticamente la pena inflitta in primo grado e sancendo la sua totale estraneità ai fatti contestati.
Processo “Mensa dei Poveri”: ridimensionate le pene per altri imputati
Come riportato dall’Ansa, la Corte d’Appello ha emesso sentenza anche nei confronti di 14 imputati coinvolti nello stesso procedimento. Tra le conferme, l’assoluzione per Pietro Tatarella, ex vicecoordinatore lombardo di Forza Italia ed ex consigliere comunale di Milano, e per l’ex parlamentare Diego Sozzani, la cui condanna era di 1 anno e 1 mese in primo grado. Ridotte le pene per l’imprenditore Daniele D’Alfonso (da 6 anni e 6 mesi a 5 anni e 2 mesi) e per Giuseppe Zingale, ex direttore generale di Afol Metropolitana (da 2 anni a 1 anno e 6 mesi).
Il processo, che aveva preso il via da indagini su un presunto giro di tangenti e false fatturazioni legate ai rimborsi degli eurodeputati, ha coinvolto circa 70 persone, molte delle quali assolte, mentre alcuni imputati hanno optato per il patteggiamento.
Lara Comi assolta in Appello dall’accusa di corruzione: il verdetto dei giudici
La Corte d’Appello di Milano ha assolto l’ex europarlamentare di Forza Italia, Lara Comi, dalle accuse di corruzione e da un episodio di truffa legato al caso “Mensa dei Poveri”. La decisione dei giudici ha ridimensionato drasticamente la pena inflitta in primo grado nell’ottobre 2023, passando da 4 anni e 2 mesi a 1 anno di reclusione e 500 euro di multa, con sospensione della pena. La Corte ha riconosciuto nei confronti di Comi l’attenuante del risarcimento equivalente all’aggravante, poiché l’ex deputata ha interamente coperto il danno contestato.
Subito dopo la lettura del dispositivo, Comi è scoppiata in lacrime, definendole “lacrime di gioia” dopo sette anni di procedimento.
“Ho sempre dimostrato fin dal primo giorno di essere innocente e continuerò anche in Cassazione a dimostrare l’innocenza per quest’ultimo pezzettino. Non ho mai preso un euro, ho servito il mio Paese di cui sono orgogliosa ed è stato dimostrato che non c’è mai stata corruzione”, ha dichiarato l’ex eurodeputata, commentando la sentenza.
La Corte ha concesso 90 giorni per la pubblicazione delle motivazioni della sentenza.