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Le “sette” segrete dopo la Restaurazione 4: la Società dei Sublimi Maestri Perfetti di Buonarroti

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Caratteristiche principali della setta buonarrotiana

La setta segreta fondata da Filippo Buonarroti costituiva un unicum rispetto alle altre società, da cui si differenziava sotto molteplici aspetti.

La Società dei Sublimi Maestri Perfetti, suddivisa in gradi come la Carboneria, si prefiggeva un raggio d’azione non limitato ai confini italiani ma aperto a tutta l’Europa; il Buonarroti, discendente del grande artista cinquecentesco Michelangelo, era di idee repubblicane e comuniste piuttosto radicali ed era convinto che la fine dei sistemi assolutistici potesse essere attuata solo da un’élite rivoluzionaria, la creazione della quale era il principale scopo dalla setta.

Il segreto intorno ai Maestri Perfetti era talmente assoluto che i subordinati non ne conoscevano l’identità.

L’organizzazione fu attiva soprattutto al Nord, dove condusse la sua battaglia politico-sociale in favore della riforma agraria vista come obiettivo iniziale verso l’auspicata rivoluzione comunista, la quale non veniva divulgata poiché Buonarroti riteneva che fosse impossibile la sua attuazione in modo pacifico.

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