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"Lei vive in Italia!", Senaldi chiude la bocca alla convertita all'Islam: applausi in studio

"Lei vive in Italia!", Senaldi chiude la bocca alla convertita all'Islam: applausi in studio

La Camera arbitrale islamica italiana divide la politica e accende il confronto a Dritto e Rovescio. Scontro in studio tra Valentina, Pietro Senaldi e Paolo Del Debbio.

La nascita della Camera arbitrale islamica a Padova accende il dibattito tra libertà religiosa, diritti civili e applicazione della sharia. A Dritto e Rovescio, il confronto tra una donna convertita all’Islam, Pietro Senaldi e Paolo Del Debbio si trasforma in un acceso botta e risposta.

Camera arbitrale islamica, polemica a Dritto e Rovescio: il confronto in tv

La nascita della Camera arbitrale islamica italiana, fondata a Padova lo scorso marzo dall’avvocato Omar Vanin, ha aperto un confronto sul rapporto tra norme religiose e legislazione nazionale. L’organismo si propone di gestire alcune dispute civili e commerciali facendo riferimento ai principi della sharia, una prospettiva che ha già provocato reazioni politiche e iniziative parlamentari.

La questione è approdata anche nello studio di Dritto e Rovescio, la trasmissione di Rete4 guidata da Paolo Del Debbio.

Tra gli ospiti c’era Valentina, cittadina italiana che ha abbracciato la fede islamica sei anni fa e che considera positiva l’esistenza di un organismo di questo tipo. La donna ha spiegato di vedere nella struttura un’occasione per comporre i dissidi senza arrivare necessariamente a uno scontro, dichiarandosi «assolutissimamente favorevole».

Nel corso dell’intervento, ha inoltre messo in discussione la capacità della giustizia ordinaria di rispondere anche alle esigenze spirituali dei fedeli, domandando provocatoriamente: «Se io ho qualsiasi problema lo Stato italiano mi aiuta?».

“Le donne lapidate, i gay impiccati”: Senaldi attacca la giustizia islamica

A contestare questa impostazione è stato Pietro Senaldi, condirettore di Libero, secondo cui affidare alla religione il compito di amministrare la giustizia può entrare in conflitto con i diritti garantiti in Italia. Per sostenere la propria posizione, il giornalista ha richiamato le conseguenze dell’applicazione di determinate interpretazioni della legge islamica in Paesi come Iran e Afghanistan, citando le donne che finiscono lapidate in caso di adulterio e i gay che finiscono impiccati. Il suo ragionamento si è concentrato soprattutto sulle garanzie offerte dall’ordinamento italiano, sintetizzate nell’esortazione rivolta alla sua interlocutrice: «Si fidi signora».

Anche Del Debbio ha espresso perplessità, soffermandosi sulle materie che potrebbero rientrare nell’attività della Camera arbitrale. Tra queste figurerebbero questioni familiari, successioni e dispute finanziarie, ambiti nei quali le regole religiose possono divergere da quelle stabilite dal diritto italiano. Valentina ha reagito accusando i suoi interlocutori di alimentare pregiudizi nei confronti della comunità musulmana: «Voi con l’Islam, cioè la religione islamica, fate del terrorismo».

Il conduttore ha respinto l’associazione tra il tema discusso e il terrorismo, mentre la donna ha allora ricondotto le critiche a quella che ha definito «ignoranza culturale». Del Debbio ha risposto di essersi documentato direttamente sulla religione, precisando: «Io conosco l’Islam abbastanza bene. Mi sono studiato il Corano, quindi non sono neanche ignorante. Eppure ho delle perplessità, guardi un po’». Valentina, dal canto suo, non ha cambiato idea, sostenendo che la nuova struttura possa rappresentare un’opportunità per affrontare le controversie in un clima pacifico.

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