L’emergenza abitativa a Bologna riaccende il confronto sulle case popolari e sulle difficoltà delle famiglie in attesa di un alloggio. A Quarta Repubblica, Mariangela Ciccarelli, madre di otto figli, racconta la propria situazione e denuncia le difficoltà incontrate nel trovare una casa, tra graduatorie ancora in attesa di scorrimento e ostacoli sul mercato degli affitti.
Le sue parole provocano un acceso botta e risposta con Paola De Micheli del Pd, mentre resta aperto il dibattito sulle risposte dell’amministrazione guidata da Matteo Lepore.
“Mi devo mettere il burqa?”, Mariangela Ciccarelli attacca il Pd
La donna, trasferitasi dalla Calabria nel 2023, ha denunciato la difficoltà di ottenere un alloggio popolare e di trovare una soluzione sul mercato privato, nonostante la disponibilità a pagare un affitto fino a 600 euro al mese.
Dopo il servizio realizzato da Claudio Rinaldi, Porro si rivolge direttamente alla donna, chiedendole perché abbia reagito con evidente incredulità alle immagini mostrate. Ciccarelli spiega di essere esasperata dalla propria situazione: «Sono indignata sinceramente». Mariangela Ciccarelli racconta di essere in attesa di un’abitazione pubblica, senza aver ricevuto finora una risposta concreta, mentre la famiglia con otto figli vive in un bed and breakfast, costretta a condividere due camere e a utilizzare un bagno comune.
La donna contesta inoltre quella che considera una disparità di trattamento tra chi attende regolarmente un alloggio e chi, invece, occupa abusivamente un immobile. «Queste case Acer servono appunto per le famiglie come la mia, come tante altre che sono in graduatoria», sottolinea, lamentando di non sentirsi ascoltata dalle istituzioni. Il problema, spiega, riguarda anche il mercato privato: nonostante la disponibilità a sostenere un canone mensile di 600 euro, i tentativi di trovare una sistemazione si sarebbero scontrati con la diffidenza dei proprietari di fronte a un nucleo così numeroso.
Durante il confronto, il conduttore le domanda anche come reagisca alle argomentazioni di chi difende le occupazioni richiamando le esigenze delle comunità straniere. La risposta di Ciccarelli è particolarmente dura: «Sono arrabbiatissima, vengono favoriti». E aggiunge, con una provocazione che rende evidente il suo livello di esasperazione: «Non m’interessa se pensano che sono razzista, vuol dire che mi dovrò mettere il burqa per avere una casa, forse».
La vicenda della famiglia era già emersa nei mesi precedenti. A luglio 2026, la Repubblica aveva raccontato le difficoltà di Mariangela e del marito Simone Carlino, arrivati dalla Calabria a Bologna nell’agosto 2023 per lavorare e garantire un futuro migliore ai figli. La donna aveva denunciato il timore di rimanere senza un tetto, ribadendo di poter sostenere un affitto senza chiedere assistenza gratuita.
La replica di Paola De Micheli e il nodo delle case popolari a Bologna
A intervenire nel dibattito è Paola De Micheli, esponente del Pd, che sostiene come il Comune di Bologna sia già a conoscenza della situazione familiare. Secondo la sua ricostruzione, uno degli ostacoli sarebbe stato legato alla residenza anagrafica, requisito previsto dal regolamento per accedere alle graduatorie. La deputata richiama inoltre gli interventi effettuati dall’amministrazione sul patrimonio abitativo pubblico: «Il comune di Bologna ha appena riattivato in questi quattro anni 4500 alloggi di cui 1600 ristrutturati completamente». De Micheli afferma che le graduatorie stanno procedendo e indica anche la questione dell’ISEE, sostenendo che l’assegno unico percepito per gli otto figli inciderebbe sulla valutazione economica della famiglia.
Ciccarelli, tuttavia, respinge immediatamente questa spiegazione e contesta la ricostruzione dell’esponente dem: «Non è assolutamente vero, signora. Sta dicendo una cosa che non è vera, ma non è così, mi creda. Io ho tutto documentato». La replica non convince la donna, che continua a chiedere chiarimenti sui criteri utilizzati per l’assegnazione degli alloggi. De Micheli conclude assicurando che i servizi sociali seguiranno il caso e che, quando arriverà il turno della famiglia in graduatoria, sarà prevista una sistemazione.
“Sono mamma di 8 figli, siamo in lista d’attesa per una casa nel comune di Bologna e vedo che la gente occupa e il sindaco non fa nulla, anzi va a regolarizzare”
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— Quarta Repubblica (@QRepubblica) October 12, 2026
