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Madre e figlia avvelenate a Campobasso: indagine sui tre pasti

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Omicidio mamma e figlia a Campobasso: si indaga sul cibo consumato nei pasti precedenti i decessi e si ascoltano approfonditamente i testimoni in cerca di novità rispetto all'assassino.

La tragedia che ha sconvolto la famiglia Di Vita a Campobasso continua a tenere banco nell’opinione pubblica dopo che si ha avuto la certezza che il duplice omicidio è avvenuto a causa dell’avvelenamento da ricina trovata nel corpo delle due donne e assunta dopo aver consumato cibo nei giorni antecedenti le festività natalizie.

Ascoltati prossimamente padre e figlia sopravvissuta

La procura ha deciso di ascoltare a breve il padre, sopravvissuto alla tragedia e quindi ricoverato in ospedale a Roma, egli infatti è stato sindaco della città nelle fila del PD e quindi è conosciuto in città, per spiegare come mai sia venuto in possesso dei prodotti poi consumati.

Subito dopo sarà ascoltata la figlia maggiore, Alice che ha scampato la morte uscendo con gli amici a mangiare una pizza.

Lei ha detto di essere sopravvissuta per caso e che non aveva alcuna attinenza con il decesso di sua madre e sua sorella maggiore.

Indagine sui tre pasti consumati

Sotto indagine per verificare come siano stati contaminati, vi sono i tre pasti consumati la sera del 23 ed a pranzo e cena del 24, tutti e tre a base di funghi consumati a casa del padre ed a casa della suocera.

Come riportato da Leggo.it tramite il Corriere della Sera sotto controllo anche i cesti natalizi regalati a Di Vita. E’ infatti probabile che il killer, consapevole che sarebbero finiti in tavola, abbia contaminato cibi e confetture presenti all’interno.

Quello che sconvolge è l’effetto della ricina sul corpo delle donne, rapido ed in dosi pesanti, questo avrebbe accelerato l’uccisione.