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Mar Rosso in crisi: gli Houthi minacciano il commercio globale e l'Arabia Saudita forma una coalizione

Mar Rosso in crisi: gli Houthi minacciano il commercio globale e l'Arabia Saudita forma una coalizione

Gli Houthi hanno dichiarato un embargo marittimo contro l'Arabia Saudita, costringendo diverse navi a cambiare rotta. L'Arabia Saudita sta cercando di formare una coalizione internazionale per proteggere il traffico marittimo.

Il Mar Rosso è diventato un punto critico per il commercio globale, con gli Houthi che hanno annunciato un blocco navale contro l’Arabia Saudita. Questo ha portato diverse navi a cambiare rotta, causando preoccupazioni per le forniture energetiche e il commercio internazionale. L’Arabia Saudita sta cercando di formare una coalizione internazionale per proteggere il traffico marittimo, ma la situazione rimane tesa.

La decisione degli Houthi di imporre un blocco navale ha avuto immediate conseguenze sul traffico marittimo. Secondo i dati di tracciamento delle navi analizzati da Lloyd’s List, almeno sei imbarcazioni hanno cambiato rotta nel Mar Rosso e nelle aree limitrofe. Tra queste, la nave portaveicoli cinese Liu Jiang Kou, diretta al porto saudita di Gedda, ha fatto inversione di rotta mentre attraversava il Golfo di Aden verso lo stretto di Bab el-Mandeb.

Le conseguenze del blocco navale

Il blocco navale annunciato dagli Houthi ha avuto un impatto significativo sul traffico marittimo. Secondo i dati di tracciamento delle navi, diverse imbarcazioni hanno cambiato rotta per evitare di essere prese di mira. Tra queste, la petroliera indiana Desh Viraat e due petroliere legate a Hong Kong, la Xin Tong Yang e la New Prime, dirette al porto saudita di Yanbu.

Anche la petroliera greca Rodos ha modificato il suo percorso mentre si dirigeva verso lo stretto di Bab el-Mandeb.

Nonostante i primi segnali del blocco, il traffico nello stretto strategico tra Mar Rosso e Golfo di Aden non si è fermato completamente. Diverse navi hanno continuato a transitare e almeno tre petroliere legate all’Arabia Saudita hanno attraversato o si sono avvicinate all’area nonostante le minacce degli Houthi. Tuttavia, la portata effettiva delle restrizioni resta ancora incerta.

Le minacce degli Houthi e le conseguenze per il commercio globale

La nuova crisi alimenta i timori per il commercio globale e per le forniture energetiche. Le tensioni nello stretto di Hormuz hanno già provocato forti rallentamenti al traffico petrolifero, con circa il 10% delle spedizioni mondiali di greggio interessate dalle interruzioni. Secondo alcune stime, un blocco efficace del Mar Rosso potrebbe ridurre ulteriormente l’offerta globale di petrolio di circa il 7%.

Il 23 luglio, una petroliera saudita è stata colpita nel Mar Rosso, confermando le minacce degli Houthi. Yahya Sare’e, portavoce militare degli Houthi, ha rivendicato l’attacco e ha annunciato che le operazioni navali contro l’Arabia Saudita proseguiranno. Questo ha portato a un aumento del prezzo del petrolio, con il Brent che ha superato i 95 dollari.

La risposta dell’Arabia Saudita e la formazione di una coalizione

L’Arabia Saudita sta cercando di formare una coalizione internazionale per proteggere il traffico marittimo nel Mar Rosso. Secondo Al Monitor, circa 50 Paesi sono stati invitati a aderire alla coalizione. Tuttavia, la composizione della coalizione non è ancora stata definita ed è tuttora oggetto di discussione.

La situazione nel Mar Rosso è complessa e richiede una risposta coordinata. L’Arabia Saudita ha spostato il grosso del proprio export sull’oleodotto East-West, che attraversa la penisola e sbocca sul Mar Rosso. Tuttavia, tutto ciò che parte da Yanbu deve passare per Bab el-Mandeb, la Porta del lamento un punto critico per il commercio globale.

La spirale di tensione si allarga, con implicazioni significative per l’economia globale. La situazione richiede una risposta coordinata e una soluzione diplomatica per evitare ulteriori interruzioni del commercio internazionale.

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