La giornata di mercati ha visto Piazza Affari chiudere in territorio negativo, con il Ftse Mib che ha ceduto lo 0,49% attestandosi a 51.443 punti. Tra i titoli più colpiti dalle vendite, Italgas (-4,54%), Lottomatica (-4%) e StMicroelectronics (-3,55%).
Al contrario, Eni ha registrato un rialzo del 7,09% trainato dal rialzo del petrolio e dai risultati positivi dei conti trimestrali.
Anche Stellantis (+4,2%) e Nexi (+3,42%) hanno chiuso la giornata in positivo, quest’ultima grazie alla trimestrale.
I titoli in evidenza e le performance del giorno
La seduta ha visto un spread Btp/Bund in allargamento, avvicinandosi a 83 punti base con il rendimento del decennale italiano che ha toccato il 3,98%. Tra i titoli bancari, Unicredit ha perso l’1,69%, mentre Moncler ha guadagnato il 2%.
Nel dettaglio, Eni ha beneficiato del rialzo del petrolio con i futures sul Brent e Wti in aumento di quasi il 7% rispettivamente a 87,6 e 84,6 dollari. Le tensioni geopolitiche nel Golfo, con nuove sanzioni degli Stati Uniti contro l’Iran e la minaccia degli Houthi nello stretto di Bab el-Mandeb, hanno contribuito a questa risalita.
L’impatto delle trimestrali e le prospettive future
Le trimestrali hanno avuto un ruolo cruciale nelle performance dei titoli. Eni ha alzato la guidance per il 2026, con un utile netto ajustato in aumento del 43%. Anche Nexi ha beneficiato dei risultati positivi, con un rialzo del 3,42%.
Al contrario, Lottomatica e StMicroelectronics hanno subito vendite, con cali rispettivamente del 4% e del 3,55%. La cautela degli investitori nel comparto tech soprattutto dopo il bilancio di Sk Hynix ha pesato su Technoprobe (-3,3%).
In Europa, le borse hanno mostrato performance contrastanti. A Francoforte, Deutsche Bank ha archiviato il secondo trimestre con un utile netto in crescita del 10% mentre a Parigi Hermès ha perso quasi il 12% e Kering ha guadagnato il 17%.
Le tensioni geopolitiche e l’impatto sul petrolio
Le tensioni geopolitiche nel Golfo hanno avuto un impatto significativo sui mercati. Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni all’Iran, prendendo di mira otto petroliere e dieci entità. Contestualmente, la milizia yemenita degli Houthi ha minacciato di imporre un pedaggio sullo stretto di Bab el-Mandeb, una rotta vitale per il commercio di greggio.
Queste tensioni hanno contribuito alla risalita del petrolio, con i futures sul Brent e Wti in rialzo di quasi il 7%. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha promesso di colpire duramente l’Iran dopo che l’esercito americano ha intercettato diversi missili balistici lanciati contro le forze statunitensi in Medio Oriente.
In attesa della decisione della Fed sui tassi, prevista per le ore 20, i mercati rimangono cauti. Il FedWatch prezza al 33,7% un aumento dei tassi, mentre secondo Ubp il Fomc manterrà i tassi invariati al 3,75%.
